26 gennaio 2020
Aggiornato 13:00
Movimento 5 stelle

Di Battista: «Clima da Tangentopoli». Il M5s accusa il Pd: «Loro i cori prima del minuto di silenzio per Londra»

Molte le battaglie del Movimento 5 stelle oggi, dentro e fuori i palazzi del potere. Alla Camera due i campi di scontro con la maggioranza: lo stop ai lavori per redarre una nuova legge elettorale e la mancanza di fondi per l'edilizia scolastica

Alessandro Di Battista incontra i cittadini in Piazza della Repubblica a Porta Palazzo, Torino, 19 marzo 2017
Alessandro Di Battista incontra i cittadini in Piazza della Repubblica a Porta Palazzo, Torino, 19 marzo 2017 ANSA

ROMA – Molte le battaglie del Movimento 5 stelle oggi, dentro e fuori i palazzi del potere. Alla Camera due i campi di scontro con la maggioranza: lo stop ai lavori per redarre una nuova legge elettorale e la mancanza di fondi per l'edilizia scolastica.

Battibecco poi fra deputati grillini ed esponenti del Partito democratico, che si accusano vicendevolmente di essere i responsabili dei cori di «No», quando la presidente di palazzo Chigi, Laura Boldrini, ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime di Londra. Fra la gente invece Alessandro Di Battista che durante una conferenza stampa sul caso dei lavoratori dell'ex Alfa Romeo di Arese ha parlato del ritorno di un «clima alla Tangentopoli».

Caso: «Legge elettorale bloccata da assemblea Pd»
Il capogruppo M5s alla Camera, Vincenzo Caso ha scritto una nota sulla nuova legge elettorale: «E' tutto bloccato in attesa delle lotte di spartizione del Pd, che avranno luogo al congresso, come hanno ormai ammesso anche gli stessi esponenti dem. Nel frattempo in commissione Affari costituzionali alla Camera non è stato presentato neanche un testo base su cui discutere, perché si aspetta di sapere chi sarà il nuovo segretario e quale sarà la migliore legge, non per il Paese, ma per non far vincere il Movimento 5 Stelle».

«E' dal 4 dicembre che chiediamo le elezioni»
Caso ha proseguito: «Noi, sin dal giorno dopo il 4 dicembre, abbiamo chiesto di tornare immediatamente alle urne, approvando il Legalicum anche al Senato, con un tratto di penna si potrebbe tornare a votare in tre giorni. Il Pd e gli accoliti di maggioranza però non vogliono rinunciare al privilegio di accaparrarsi la pensione arrivando al 15 settembre e, quindi, bloccano tutto facendo un'indegna melina, impedendo altresì ai cittadini di tornare a votare».

La questione della sicurezza nelle scuole
Poi i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno commentato l'interrogazione a prima firma Chiara Di Benedetto rivolta al ministero dell'Istruzione: «In Italia servirebbero almeno 13 miliardi di euro per mettere a norma i nostri edifici scolastici. Per il 2017 non solo il governo ha stanziato una miseria, 20 milioni, ma questa cifra è stata ulteriormente tagliata e ridotta a 6 milioni. Ci domandiamo: per garantire la sicurezza degli studenti e del personale e il rispetto delle norme dovranno passare ancora dei decenni?».

Il 60% delle scuole senza certificato di agibilità
«I dati sull'insicurezza delle scuole italiane - aggiungono - fanno rabbrividire, ma il governo gioca con i numeri sull'edilizia scolastica, cercando di camuffarli. In Italia il 60% delle scuole non ha il certificato di agibilità, eppure il governo ignora il problema e trucca gli importi sugli stanziamenti. Gli oltre 3 miliardi di euro di investimenti he compaiono sul sito della 'Buona scuola' sono tutti virtuali. Il governo bara sui numeri, nasconde operazioni finanziarie e carica sulle Regioni i costi degli interventi. Occorrono ingenti risorse, ma vere».

M5s: «Servizi primari sono ridotti all'osso»
La deputata Di Benedetto, che ha interrogato il ministro Fedeli al fine di incrementare i fondi, afferma che sull'edilizia scolastica è in corso «la solita propaganda di regime, figlia del renzismo. I vari Tremonti, Monti, Saccomanni, Padoan, l'Europa delle banche e le succubi maggioranze parlamentari hanno imposto tagli impossibili alla spesa pubblica, con l'obbligo di ridurre al 60% il rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo. Una follia imperdonabile le cui ricadute sono evidenti a tutti: i servizi primari sono ridotti all'osso e la scuola non fa eccezione».

Sorial: «A urlare No è stato il Pd»
Intanto il M5a punta il dito contro il Pd e lo accusa di aver protestato ieri in aula alla Camera quando la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha chiesto di commemorare le vittime dell'attentato di Londra con un minuto di silenzio. «Questi signori - scrive il deputato pentastellato Giorgio Sorial sul blog di Beppe Grillo - hanno pure il coraggio di parlare? Guardate cosa è successo a Montecitorio: si avvicina l'ultima votazione della giornata in aula, ma viene annunciata prima di questa una commemorazione alle vittime dell'attentato di Londra. Quelli del Pd, frettolosi di andare a casa, urlano 'NOOO' facendosi richiamare dalla Boldrini che presiedeva in quel momento la Camera. Ecco a voi il rispetto che hanno quando stanno in aula e non ci sono le telecamere a riprenderli. Mica le supercazzole tutte preparate e i finti moralismi che dicono in TV. Una emerita vergogna che va condivisa e fatta vedere a tutti».

Di Battista: «Clima da tangentopoli»
Infine il deputato dell'M5s, Alessandro Di Battista, ha sostenuto durante una conferenza stampa sul caso dei lavoratori dell'ex Alfa Romeo di Arese, che c'è oggi «quasi un clima simile a quello che c'era durante Tangentopoli con i corrotti che cercavano di proteggersi con il decreto Conso o negando l'autorizzazione a procedere nei confronti di Craxi. Oggi stanno facendo la stessa identica cosa, ma c'è in arrivo uno tsunami cinquestelle ancora più forte di quello del 2013 e loro cercano di proteggersi salvando Minzolini e i vitalizi».

«Cresciamo perché stiamo in mezzo a chi soffre»
«I sondaggi ci danno altissimi, noi evitiamo di leggerli, non come il Pd che decide cosa dire in base a quello. Stiamo crescendo perché non siamo cambiati di una virgola. Siamo all'opposizione e facciamo esposti, andiamo nelle Procure come sempre» ha aggiunto. L'M5s, a suo parere, cresce nei sondaggi «senz'altro per demeriti degli altri, ma anche perché è da quattro anni al fianco delle persone che soffrono» come Ilva e Alfa.