19 novembre 2019
Aggiornato 06:00

Bilancio Ue, la riserva (inutile) di Renzi

Il Governo italiano ha posto la riserva sul bilancio Ue, promettendo che sarà il primo passo per il veto sul bilancio pluriennale. L'ennesima mossa tutta elettorale?

ROMA - Lo aveva promesso; ora il premier Matteo Renzi è passato dalle parole ai fatti. Il Governo ha posto il veto sul bilancio Ue. L'annuncio è giunto dalla Sicilia, dove il presidente del Consiglio è impegnato in un tour di due giorni per il sì al referendum del 4 dicembre. «Abbiamo posto il veto col sottosegretario Gozi a Bruxelles - ha annunciato il premier - perchè pensiamo che non siamo quelli che lasciano semplicemente una parte del continente, del popolo siciliano, a farsi carico dell'immigrazione, di salvare migliaia di vite, e farsi carico della complessità della vicenda». E poi, ha aggiunto, «riempiamo di soldi i Paesi europei che non accettano non soltanto un accordo che loro hanno firmato, ma con i nostri soldi tirano su i muri».

«Niente muri con i nostri soldi»
«Noi - ha detto ancora Renzi parlando alla cerimonia di inaugurazione della «Torre Biologica Ferdinando Latteri» dell'Università di Catania - riempiamo di soldi i Paesi europei che creano muri» e allora «oggi abbiamo posto il veto in Europa». Renzi ha anche sottolineato i miglioramenti dei numeri della crescita italiana citando gli ultimi dati dell'Istat sull Pil. «Nell'ambito di questa nuova stabilità - ha detto - l'Italia ha smesso di essere un problema per l'Europa». E se è vero che «i dati del Pil non sono ancora soddisfacenti per la prima volta questo trimestre - ha evidenziato il presidente del Consiglio - abbiamo fatto meglio di Francia e Germania».

«L'Italia l'alternativa a questa Europa»
«L'Italia - ha sottolineato ancora Renzi - è diventata l'alternativa a questa Europa. Siamo per l'Europa, ma per l'Europa che mette al centro esattamente i valori, gli ideali, la passione, l'innovazione e la ricerca». E ha puntualizzato: «Un'Europa un pochino più biotech e nano tecnologie, e un pochino meno di '0,a" e di regole burocratiche. Che quando si trova di fronte alla questione dell'immigrazione abbia uno sguardo carico della complessità del tempo che stiamo vivendo. E non sia superficiale ed egoista».

Non ancora un veto, ma prelude ad esso
Renzi ha poi spiegato, intervistato da Zapping su Radio1, che la riserva posta in Europa è l'anticamera del veto che «potremmo esprimere sul nuovo bilancio» europeo per il 2020-2026.  E ha spiegato che iIl bilancio europeo 2014-2020 è stato deciso dal governo Monti del 2012, e comprende molti numeri «negativi per l'Italia»: «mettiamo 20 miliardi e ne prendiamo 12. Questi 8 miliardi di nostro contributo vanno all'Ungheria, alla Slovacchia, ad altri Paesi, in nome della solidarietà europea». Un approccio che lascia perplesso il premier: «se alcuni Paesi pensano di essere altruisti e solidali solo se c'è da prendere soldi, noi quando ci sarà da discutere del bilancio 20120-2026 siamo pronti a mettere il veto. Quella di oggi è una riserva, non siamo in grado di poterlo bloccare, ma esprimiamo il nostro disaccordo: in particolare non voglio che costruiscano i muri con i miei soldi».

«Nessuna riserva verso l'ideale europeo»
Un gesto simbolico, ha dunque chiarito il premier, specificando di non avere, però, alcuna riserva verso «l'ideale europeo». «Il mio cuore è a Ventotene, credo in un'Italia che costruisce una forza europea. Ma l'Europa deve provare ad avere uno sguardo ampio sul mondo, non può essere quella dell'egoismo e dei muri, con un atteggiamento anti-italiano sulla questione migratoria. Non possiamo fare la figura di quelli che si fanno prendere in giro nè possiamo non dare risposte a quelli che muoiono nel Mediterraneo o lasciare la Sicilia da sola», ha dichiarato.

Salvini: l'ennesima pagliacciata
Ma tra le opposizioni sorge il dubbio legittimo che la decisione di Renzi non sia altro che l'ultima sua mossa elettorale in vista del referendum, che finirà per sgonfiarsi una volta trascorsa l'«ora X» della chiamata alle urne. E' di questo avviso Matteo Salvini, leader della Lega, che ha osservato: «Renzi bugiardo, le minacce di veto all'Europa sono solo la sua ennesima pagliacciata. Come ha riportato meritoriamente il Sole 24 ore, che è il quotidiano di Confindustria, l'Italia in Consiglio ha votato a favore 148 volte su 148. Mai un'astensione, mai un no: Renzi ha detto sempre sì all'Europa su tutto: banche, tasse, immigrazione, Turchia».

Brunetta: ma quale veto, è una riserva
Di questo avviso anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, che ha voluto chiarire l'ambiguità creata (volutamente?) in prima battuta dal premier tra «riserva» e «veto»:  «Sul bilancio dell'Unione europea Renzi e Gozi pensavano di prendere in giro l'Europa e gli italiani con la barzelletta del veto. L'Unione europea sbugiarda il duo comico senza possibilità di appello. La presidenza di turno», ha spiegato Brunetta, «ritiene, infatti, di 'aver raggiunto un ampio consenso' sulla revisione del bilancio pluriennale della Ue e pur 'rispettando la riserva espressa dall'Italia, che ha bisogno di più tempo per unirsi al consenso', e 'l'astensione del Regno Unito', ha deciso che presenterà l'accordo al Parlamento europeo». Parole che chiarirebbero, secondo l'esponente azzurro, il reale peso dell'iniziativa italiana, che non ha mai avuto alcuna possibilità concreta di bloccare la revisione del bilancio Ue.

«Vergogna Renzi-Gozi»
«Vergogna Renzi-Gozi. Com'era la storiella del veto? Semplicemente non esiste, come abbiamo più volte spiegato in questi giorni ai nostri ignoranti rappresentanti del governo» ha dichiarato Brunetta. «La loro minaccia spuntata - ha proseguito - si chiama 'riserva', e con tutto il rispetto, se la possono impacchettare e riportare in Italia con la coda tra le gambe. Ennesima figuraccia internazionale del governo Renzi. Vergognatevi, siete solo dei dilettanti allo sbaraglio e dei barzellettieri. Il 4 dicembre gli italiani vi manderanno a casa», ha concluso.