20 febbraio 2019
Aggiornato 07:30
Governo Renzi

Boschi da Formigli: tanti sorrisi, poche risposte

Il ministro per le Riforme è stata ospite di Piazza Pulita su La7 per presentare le ragioni del Sì al referendum costituzionale. Il conduttore l'ha incalzata su più punti, ma ha ottenuto ben poco

ROMA - «Noi abbiamo detto che la data del referendum è il 4 dicembre e non c'è nessuna ipotesi di rinvio», ha detto il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi intervistata durante la trasmissione Piazza Pulita su La7.

Il referendum si voterà il 4 dicembre
Al conduttore che le ha chiesto come mai Angelino Alfano abbia portato avanti la proposta di posticipare la consultazione popolare, la ministra ha replicato sostenendo che il titolare dell'Interno ha raccolto le preoccupazioni «di tanti amministratori delle zone terremotate sullo svolgimento del referendum». Infatti ha ricordato Boschi, gli sfollati si sono preoccupati di salvare «i figli», non i documenti, ora vivono magari lontano dal loro comune di residenza e molti degli stessi comuni hanno perso tutta la documentazione elettorale. Ciò nonostante, «garantiremo assistenza anche sulle operazioni di voto, il governo ci sarà anche su questo», ha assicurato il ministro ai primi cittadini delle località terremotate. Corrado Formigli l'ha quindi incalzata, chiedendole: «Lei è favorevole a rinviare il referendum?», ricevendo come risposta: «No, la data è il 4 dicembre e noi confermiamo quella data».

Boschi: «Il referendum ci farà risparmiare con la semplificazione»
Quindi la discussione è passata alla riforma costituzionale, con il giornalista che ha ricordato l'enorme debito pubblico italiano e i preoccupanti dati sulla disoccupazione, chiedendo alla Boschi se è veramente così prioritario mettere mano alla Carta. Evasiva la replica del ministro che ha ricordato le precedenti riforme, dicendo che «questo è un tassello» e che l'esecutivo Renzi sta «sbloccando il Paese dopo 30 anni di immobilismo». Formigli ha insistito, domandando quale vantaggio economico si avrà con la nuova Costituzione e Boschi ha provato a uscire dall'impasse commentando: «Ci saranno molti vantaggi economici. Al di là dei risparmi che vedremo immediati, ma l'elemento di novità vera è la semplificazione del Paese e la semplificazione burocratica».

Boschi non risponde alla domanda «Se vince il no?»
Poi Formigli ha ricordato la questione della personalizzazione della campagna referendaria per il Sì, con il premier Matteo Renzi che ha promesso non solo di lasciare il governo in caso di sconfitta, ma anche di abbandonare la politica. Parole simili erano state pronunciate anche dalla Boschi, e il conduttore ha chiesto: «Avete fatto un errore in quel caso?» e la ministra ha replicato ammettendo che il suo esecutivo ha riconosciuto lo sbaglio e che da quel momento si è concentrato a spiegare la riforma nel merito: «Aver posto quel tema ha sviato l'attenzione dal contenuto vero della riforma. Allora abbiamo anche detto n on ne parliamo più. Ho trovato 20 modi diversi per sorridere quando un giornalista mi chiede 'Cosa succederà in caso di vittoria del No?', e io dico no, non rispondo su questa domanda».

Boschi: «Forza Italia unica opposizione aperta al dialogo»
Infine un passaggio sul percorso delle riforme avviato dal presidente del Consiglio in concerto con Forza Italia. «Ora l'elettorato moderato che avete coinvolto per le riforme è quello che rischia di farvi perdere», ha detto Formigli, aggiungendo: «E' stato un calcolo impazzito?». Boschi ha ribadito che «fosse giusto provare a fare la legge elettorale, coinvolgendo le opposizioni perché è una questione che riguarda tutti i cittadini, ed era giusto andare oltre la maggioranza di governo. La fatica di farlo con Forza Italia è stata dovuta dal fatto che fosse l'unica forza di opposizione a essere disponibile, non è che non ci abbiamo provato con i 5 stelle, la Lega. All'inizio il senatore Calderoli della Lega era il relatore delle riforme costituzionali».