15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
2-3 miliardi all'anno

Terremoto, il piano del governo in 3 fasi. Renzi incontra Renzo Piano

Dopo la tragedia che ha sventrato il Centro Italia, il governo guidato da Matteo Renzi ha pronto un piano per gestire il post terremoto articolato in tre fasi: emergenza, ricostruzione e prevenzione

ROMA - Dopo la tragedia che ha sventrato il Centro Italia, il governo guidato da Matteo Renzi ha pronto un piano per gestire il post terremoto articolato in tre fasi: emergenza, ricostruzione e prevenzione. Come budget, 2-3 miliardi all'anno. La prima fase - in corso - si avvale dei fondi e le procedure d'urgenza della Protezione Civile. Le altre due sono ancora in discussione sui tavoli del ministero delle Infrastrutture e dell'Economia. Nel frattempo, il premier Renzi è volato a Genova per coinvolgere l'architetto e senatore a vita Renzo Piano, e raccoglierne gli spunti.

Il coinvolgimento di Renzo Piano
Piano ha poi riassunto, in un'intervista a Repubblica, il risultato del suo incontro con Renzi. «Il presidente del Consiglio mi ha chiamato all'ultimo momento, venendomi a trovare voleva discutere con me sulla ricostruzione. Non mi ha dato un incarico, non era questo lo scopo. Anche se, come senatore a vita, oltre ad occuparmi di periferie potrei dare un contributo sul dopo-terremoto».  «Da me Matteo Renzi - ha raccontato Piano - voleva dei consigli, una visione, un aiuto per un grande progetto. Gli ho detto: ci vuole un cantiere che impegni due generazioni. E con un respiro internazionale, contributi dal mondo intero».

Una visione non-partisan
Con il presidente del Consiglio, ha spiegato il senatore a vita, «abbiamo parlato di una visione non-partisan, che possa essere condivisa da tutti a prescindere dagli orientamenti politici, e di una visione internazionale, che ispiri un disegno di lunga portata. L'emergenza come primo tassello strettamente inserito in un progetto di lungo termine». A giudizio di Piano «si deve agire subito, con urgenza massima, per mettere a norma antisismica gli edifici pubblici» ma per gli edifici privati, che sono «la stragrande maggioranza», servono «incentivi, sgravi fiscali, come già fatto nel campo energetico». In ogni caso, ha spiegato ancora l'architetto, «deve entrare in modo permanente nelle leggi del paese l'obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui viviamo, così come è obbligatorio per un'automobile avere i freni che funzionano».

La tabella di marcia
Ad ogni modo, il governo ha promesso che entro un mese le persone abbandoneranno le tende, e saranno alloggiate nei primi edifici su moduli, poi nelle casette in legno. Entro 4-5 mesi, poi, tutti dovrebbero avere una sistemazione stabile, appena in tempo per l'inverno. Entro 6-8 mesi, nella primavera del 2017, dovrebbe partire la ricostruzione secondo la filosofia del tutto dov'era e com'era. Centrale in questo senso la figura del supercommissario - l'ex governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani - che dovrebbe essere nominato in settimana per decreto.

Casa Italia
Poi, parallelamente alla fase uno e due, anche Casa Italia, il piano del governo per la prevenzione. Il ministro delle infrastrutture Delrio ha già stilato le «Linee guida per la classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici», vademecum previsto da un decreto del 2013 che fissa la metodologia e lo standard per classificare il rischio sismico di tutte le costruzioni esistenti, compresi edifici pubblici, strutture complesse e dedicate alle attività produttive.
 

(Fonte Askanews)