25 febbraio 2020
Aggiornato 00:00
La leader di FdI sulle proposte di Parisi

Meloni: Io e Salvini populisti? Intanto abbiamo sempre ragione noi

A metà settembre ci sarà la convention di Forza Italia indetta da Stefano Parisi, il nuovo «consulente» di FI. Giorgia Meloni non nega la sua presenza, ma avverte: «Berlusconi e Parisi chiariscano da che parte stanno»

ROMA«Io do la mia disponibilità a parlare con chiunque, purché si stia tutti nella stessa metà campo. Per noi la questione dirimente è questa». È così che il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un'intervista rilasciata a Libero Quotidiano, risponde alla «chiamata» di Stefano Parisi, ex candidato a sindaco di Milano per il centrodestra e oggi battezzato «consulente» di Forza Italia da Silvio Berlusconi. Prevista per metà settembre una convention in cui Parisi scenderà ufficialmente in campo esponendo il proprio programma per rilanciare Forza Italia (e il centrodestra).

Berlusconi chiarisca: se vince il «no», pronti a sostenere Renzi?
È scettica, Giorgia Meloni, che chiede – ancora una volta – al leader azzurro e a Parisi stesso di chiarire la situazione e scoprire le carte: cosa intendono fare qualora al referendum costituzionale di autunno dovesse vincere il «no»? La questione è cruciale, dice Meloni: resteranno al fianco di Matteo Renzi, pronti a sostenere un eventuale «Renzi bis» o no? Per il momento, quello che la leader di FdI vuole evitare è pensare di non andare al voto, nell'eventualità che gli italiani scegliessero il «no», è che l' assenza di una legge elettorale impedisca di andare al voto: «Sento qualcuno parlare di un governo di scopo, che significa il quarto governo di fila nominato e non eletto».

In Parlamento si decida l'alternativa prima del voto
L'alternativa ad una eventuale «governissimo» ci sarebbe, per Meloni: a settembre, quando arriveranno in Aula le mozioni sulla legge elettorale, si potrebbe cercare un accordo. In Parlamento una si decida un'alternativa utile nel caso in cui dovesse vincere il «no» e decadesse quindi l'Italicum. «Facciamo questo lavoro prima, di modo che nessuno, poi, finga che ci sia una emergenza da affrontare con soluzioni di emergenza», specifica Meloni.

Alla convention, ma senza Verdini e Alfano
Il presidente di FdI si dice disposta ad ascoltare Parisi e non nega la presenza alla convention forzista. A una condizione, però: «Non pretenda di farmi sedere al tavolo con Denis Verdini, Angelino Alfano e Corrado Passera», afferma chiara la leader. Con quel modello politico, infatti, Giorgia Meloni non ha nulla da spartire. Inoltre, Meloni aggiunge che se è vero che Parisi si rifà al modello dei Repubblicani americani, bisognerebbe che ricordasse che «loro sono oggi rappresentati da Donald Trump, non esattamente un socialdemocratico».

Lega Nord e FdI in un unico listone lepenista?
Giancarlo Giorgetti, vicesegretario della Lega Nord, ha proposto l'ipotesi di una lista allargata che vede FdI e Lega in una coalizione di stampo lepenista, lontana dai «moderati» azzurri. Per Giorgia Meloni ricorda gli episodi in cui le due forze politiche sono andare «a braccetto», laddove gli altri portavano avanti «scelte non comprensibili». Ciò a testimonianza del fatto che quello che «qualcuno liquida come populismo vale almeno il 20%». Qualcosa su cui riflettere, afferma Meloni: «Noi lo stiamo già facendo». D'altronde, al di là delle accuse di populismo e demagogia, Carroccio e FdI hanno sempre dimostrato di avere ragione (vedi la questione immigrazione e terrorismo islamico, denunciata nei giorni scorsi dal ministro Orlando e da sempre cavallo di battaglia di Salvini e Meloni). Lega e FdI hanno una prospettiva di governo «seria; abbiamo le idee più chiare su come affrontare e gestire le emergenze noi di Renzi e Alfano».