22 ottobre 2021
Aggiornato 10:30
Il leader della Lega commenta la manifestazione degli islamici

Salvini: Islamici a messa? Islam incompatibile con le nostre libertà

23mila musulmani, tra imam e fedeli, varcano la soglia delle chiese italiane per pregare accanto ai cattolici, in segno di protesta contro la violenza dell'Is. Per il leader della Lega, l'Islam non è compatibile con la libertà occidentale.

ROMA«Qualcuno è felice perché qualche islamico oggi va a Messa. Poveri illusi». È così che il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, commenta la scelta dei musulmani francesi e italiani di manifestare solidarietà ai cattolici in seguito ai drammatici fatti di sangue che hanno colpito la Francia, da ultimo l'uccisione del prete a Rouen il 26 luglio scorso, rivendicato dall'Isis. Il leader della Lega non ci sta e invita ad andare a leggere la Dichiarazione Islamica dei diritti dell'uomo del 1981 o la Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell'Islam del 1990: «La "legge islamica" prevale su tutto e tutti, il resto sono palle», scrive su Facebook, e aggiunge: «Oggi l'Islam non è compatibile con le nostre libertà e i nostri diritti. Chi non lo capisce o è illuso, o è ignorante, o è complice».

Bagnasco: risposta corale importante
Da Milano a Roma, da Bari a Palermo: gli islamici entrano in Chiesa e mettono in pratica un gesto inaspettato, mai compiuto prima. Secondo il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia, Foad Aodi, sono stati 23mila tra imam e credenti musulmani a varcare la soglia della chiesa e a pregare al fianco dei cattolici. Il presidente della CEI, Angelo Bagnasco, ha espresso gratitudine «per questa risposta pronta, tempestiva e chiara. Se continuano su questa strada si potrà creare un vero isolamento attorno a questi fanatici omicidi». Come spiega ancora il cardinale da Cracovia – dove si è tenuta la trentunesima Giornata Mondiale della Gioventù – Non sempre c'è stata una «reazione corale», ora questo invece si sta creando: «E' vero che il mondo musulmano è abbastanza frammentato per motivazioni di carattere teologico, che non ci competono. Ma su questo punto fondamentale di condanna netta della barbarie si può essere tutti d'accordo. E ora mi pare che si vada in questa direzione».

La risposta dell'Is: «Soldati nascosti, attaccate i crociati»
Non manca la reazione dello Stato Islamico, che risponde al gesto di solidarietà di una parte importante del mondo musulmano aizzando all'odio e alla violenza. Sulla rivista della propaganda jihadista, Dabiq, compaiono commenti preoccupanti: un miliziano in copertina viene ritratto sul tetto di una chiesa intento a buttare giù la croce. «Rompiamo la croce» è il titolo del numero in questione. Al suo interno, come si legge su Repubblica, si trovano quegli slogan che hanno conquistato e istigato al sangue e alla vendetta tanti giovani musulmani in Occidente: «Soldati nascosti, attaccate i crociati». Non tutto il mondo musulmano, però, ha accolto bene l'iniziativa partita dalla Francia. Non tutti i musulmani ritengono giusto il gesto di andare in chiesa a pregare, nonostante siano in accordo con l'idea di manifestare il «no» fermo al terrorismo in seguito all'uccisione di padre Jaques Hamel.

«Ennesimo atto di prepotenza»
Anche nel mondo cattolico la manifestazione musulmana non sembra essere gradita a tutti. Un sacerdote ha scritto una lettera di protesta contro la preghiera «interreligiosa», definendolo come un «ennesimo atto di prepotenza» da parte del mondo musulmano. Ai microfoni del Tg4, il parroco manifesta la sua profonda disapprovazione per il gesto: «Tu mi ammazzi un parroco e poi ti inviti la settimana dopo nella mia Chiesa a pregare la tua religione – afferma – . Anche le altre chiese del mondo oggi saranno invase da musulmani senza che nessuno li abbia invitati». Se c'è una cosa che «noi temiamo», dice il parroco, è proprio quella di «vederci arrivare i «turchi» in Chiesa». Durissima la conclusione della lettera in cui si avverte tutta la condanna per il mondo dell'Islam, definito «prepotente e invasore, anche quando vuole farsi apprezzare come misericordioso e gentile». «Se ci entrano in chiesa quando vogliono fare la pace – continua con rabbia – pensa che cosa possono fare quando sono leggermente alterati... eh, lo sappiamo cosa, tra l’altro...».