22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
L'inchiesta

Roma, arrestato per corruzione ex dirigente Commissariato Ostia

Corruzione ad Ostia, in manette un primo dirigente della Polizia di stato, ex responsabile del commissariato di zona. L'arresto degli agenti della squadra mobile capitolina, al termine di un'articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

ROMA - Al termine di un'articolata attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, questa mattina gli agenti della squadra mobile della Capitale hanno arrestato due persone per corruzione. Tra queste ai domiciliari è finito A.F., primo dirigente della polizia, già dirigente del Commissariato di Ostia «Lido di Roma», attualmente al lavoro negli uffici della Questura di Lucca. Carcere invece per C.M., gestore di diverse sale giochi nel territorio di Ostia.

Secondo gli inquirenti, a seguito di alcuni controlli nelle sale giochi gestite da C.M., effettuati dagli agenti del Commissariato da lui diretto, l'ex dirigente del Commissariato avrebbe assicurato un esito favorevole delle procedure amministrative attivate o, comunque, di minore pregiudizio per risolvere le questioni insorte; avrebbe informato C.M. Di un controllo imminente nella sala giochi «Star Vegas» in via delle Canarie 2 e suggerito le condotte elusive da intraprendere per occultare le irregolarità in atto; avrebbe consentito a C.M. di eludere l'esecuzione di uno sfratto esecutivo, impedendo l'intervento della forza pubblica in ausilio dell'Ufficiale giudiziario; si sarebbe poi adoperato affinché non risultasse presso le sale di C.M. la presenza di Ottavio Spada, detto Marco, esponente della criminalità di Ostia.

In particolare, inoltre, A.F. si sarebbe speso (sollecitando anche altri appartenenti alla polizia in servizio presso uffici diversi) per una rapida e positiva conclusione di pratiche di interesse di C.M. (rilascio di autorizzazioni di nuove sale giuochi, rilascio di passaporti, ecc.), ricevendo in cambio il pagamento da parte del gestore del canone mensile di locazione di un appartamento a Ostia (non meno di 4mila euro) che il dirigente utilizzava per alloggiarvi ed incontrarsi con la donna con la quale intratteneva una relazione amorosa.

Come documenti a supporto delle indagini difensive, per assicurarsi l'impunità dalle accuse l'ex dirigente del Commissariato avrebbe poi prodotto relazioni di servizio artatamente datate 6 novembre 2015 e 14 novembre 2015, nelle quali descriveva attività di osservazione mai effettuate. Infine, inducendo in errore un agente in servizio al Commissariato Roma «Lido», che ragionevolmente confidava nella legittimità della richiesta proveniente da un dirigente della Polizia ed effettuava materialmente l'accesso, A.F. si è introdotto abusivamente nel sistema informatico degli Uffici di P.S., protetto da misure di sicurezza, per risalire alle generalità dell'intestatario di un'autovettura (con le aggravanti di aver commesso il fatto con abuso dei propri poteri di pubblico ufficiale nei confronti di sistemi informatici relativi all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica), volendo acquisire informazioni che esulavano da esigenze d'ufficio essendo legate esclusivamente a ricostruire informazioni sulla vita privata dell'ex compagno della donna con la quale intrattiene una relazione affettiva.

Per quanto riguarda C.M., le indagini hanno evidenziato la sua "pericolosità sociale", inserito in un contesto criminale «di indubbio spessore»: dall'attività tecnica condotta sono infatti emersi i contatti e la costante presenza presso le sue sale giochi di esponenti della criminalità di Ostia, come Roberto Pergola e Ottavio "Marco" Spada.

Quest'ultimo, in particolare, è diventato una sorta di protettore e socio occulto delle sale gioco di C.M.: gestisce il bar ubicato all'interno di una di esse, anche se formalmente è un'attività di ristoro che risulta inattiva; immette denaro per l'ordinaria gestione dell'attività commerciale; a lui spettano le decisioni anche sul personale impiegato nelle sale gioco. Inoltre la sua presenza, quasi fissa, all'interno delle sale è ritenuta indispensabile da C.M. per non avere nessun problema coi diversi pregiudicati che le frequentano.