26 giugno 2019
Aggiornato 22:00
L'inchiesta

Atti segreti a Nicola Cosentino, arrestato maresciallo dei Carabinieri

Un maresciallo dei Carabinieri è da oggi agli arresti domiciliari con l'accusa di rivelazione di segreto di ufficio per avere consegnato atti di indagine riservati all'ex parlamentare del Pdl (ed ex sottosegretario all'Economia) Nicola Cosentino, indagato in stato di libertà per ricettazione, nell'ambito della stessa inchiesta.

NAPOLI - Rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, reato aggravato dalla finalità mafiosa. Questo quanto contestato a un maresciallo dei Carabinieri finito agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che vede coinvolto anche l'ex sottosegretario all'Economia ed ex parlamentare di Forza Italia, Nicola Cosentino. Il militare dell'Arma è stato sospeso, in via precauzionale, dal servizio.

Accusa di rivelazione di segreto di ufficio
I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare a conclusione di un'attività d'indagine avviata il 3 aprile 2014 quando, in possesso dell'ex politico di Fi, fu rinvenuta una pen drive contenente documenti informatici relativi ad atti giudiziari (informative di reato, richieste di intercettazioni e ulteriori atti riguardanti collaboratori di giustizia) coperti da segreto d'ufficio. «L'immediata esecuzione sul posto di una copia forense del materiale informatico e la successiva analisi informatica del contenuto, in aggiunta ad attività tecniche e riscontri testimoniali - si legge in una nota del procuratore aggiunto, Giuseppe Borrelli e del vicario del procuratore, Nunzio Fragliasso - hanno consentito di individuare nel maresciallo dei Carabinieri colui che ha volontariamente rivelato all'ex deputato atti coperti da segreti d'ufficio, di cui era a conoscenza e in possesso in virtù del decennale periodo di servizio presso il Nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli), mediante la consegna di una pen drive contenente informative e note investigative con richieste di intercettazioni sul clan Puca di Sant'Antimo e sui suoi contatti con esponenti istituzionali e imprenditori».

Proseguimento dell'attività investigativa, avviata dai carabinieri di Caserta, dal marzo 2011
Le indagini tecniche hanno anche evidenziato che Cosentino era in possesso delle versioni informatiche di un falso verbale d'interrogatorio apparentemente reso da un collaboratore di giustizia in relazione al quale aveva ammesso solo il possesso di una copia cartacea, sempre rinvenuta nella perquisizione del 2014.
Contestualmente all'arresto del carabiniere è stato notificato a Cosentino, attualmente ai domiciliari fuori dalla Campania, un decreto di perquisizione personale e locale nonché un'informazione di garanzia per il reato di ricettazione aggravata dalla finalità mafiosa per aver ricevuto e detenuto la pen drive contenente i dati coperti da segreto istruttorio. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno, inoltre, eseguito una serie di ulteriori perquisizioni in varie località italiane delegate dalla procura antimafia partenopea relative ad altri documenti informatici, rinvenuti nell'abitazione di Cosentino il 3 aprile 2014, per approfondire spunti investigativi connessi alle attività di altre persone già sottoposte a indagini.
L'indagine costituisce il proseguimento dell'attività investigativa, avviata dai carabinieri di Caserta, dal marzo 2011 e che ha già consentito l'esecuzione di 23 provvedimenti cautelari a carico di imprenditori, funzionari pubblici, esponenti del mondo politico e appartenenti alla criminalità organizzata, nonché il sequestro di beni e complessi aziendali per un importo stimabile in più di cento milioni di euro.