23 luglio 2024
Aggiornato 16:30
Giustizia | Il caso Cosentino

Cosentino, imbarazzo nel Pdl: si tratta sulle dimissioni del Coordinatore

Via Umiltà valuta il commissariamento. Maroni insiste per l'arresto. Gli uomini vicini a Cosentino lasciano trapelare un messaggio, «Nicola si dimette se glielo chiede Berlusconi»

ROMA - La sala fumatori della Camera raccoglie per quasi un'ora il vertice del potere pidiellino campano. C'è il protagonista di queste ore, Nicola Cosentino. Con lui Marco Milanese, Amedeo Laboccetta, Luigi Cesaro. Alla fine del summit il coordinatore regionale del Pdl dribbla i cronisti, «dovete capire il momento». E il momento, in effetti, è delicato assai. Nelle ultime ore la confusione, in casa pidiellina, è andata aumentando.

«Cosentino si dimette se glielo chiede Berlusconi» - Nel primo pomeriggio Angelino Alfano, secondo fonti del partito, ha anche valutato seriamente la possibilità di commissariare il partito in Campania, di fatto scegliendo lui per Cosentino e portandolo a dimissioni capaci di rasserenare il clima e allentare la morsa sull'ex sottosegretario, in modo da favorire un esito positivo in Aula. Ma il diretto interessato per ora non cambia idea, non giudicando giusto il momento (almeno per ora) di compiere un passo indietro. Se ne parlerà domani, non è ancora chiaro se prima o dopo il voto dell'Aula della Camera. E non si tratta di un dettaglio irrilevante.
Gli uomini vicini a Cosentino lasciano trapelare un messaggio, «Nicola si dimette se glielo chiede Berlusconi». Eppure l'imbarazzo, nel partito, resta. I berluscones di stretta osservanza mettono in dubbio quanto fanno circolare i «cosentiniani», la possibilità di un faccia a faccia serale tra l'ex premier e Nicola. Amedeo Laboccetta, dal canto suo, descrive il politico di Casal di Principe come «combattivo». Qualcun'altro giura che non mollerà e semmai si dimetterà dopo il voto dell'Aula di Montecitorio, previsto per domani.

La trattativa continua, i numeri non sono favorevoli al Pdl e si cerca di pressare Lega e Udc, minacciando conseguenze sull'intera tenuta della coalizione che sostiene il governo in caso di arresto. Ma Maroni, riferiscono, avrebbe dato ordine ai propri seguaci di rispettare il mandato della segreteria del Carroccio e votare per l'arresto. Anche perché, spiegano, se invece il voto segreto dovesse salvare Cosentino sarebbe il segnale che i padani sono più divisi che mai e la linea dell'ex ministro dell'Interno ne uscirebbe sconfitta.