16 ottobre 2019
Aggiornato 09:00

Renzi e quel «#staisereno» a Letta: «Ci credevo davvero, ma il Governo era fermo»

Il premier Renzi ricostruisce i giorni di fuoco che portarono alle dimissioni di Enrico Letta, e spiega la sua buona fede nel lanciare l'hashtag #staisereno al suo predecessore

ROMA - L'hasthtag #staisereno? «Io ci credevo, ero convinto", ma "il governo era fermo». Questa la ricostruzione di Matteo Renzi sulla famosa frase indirizzata all'allora premier Enrico Letta, che si dimise pochi giorni dopo. Lo ha detto lo stesso presidente del Consiglio, intervistato da Beppe Severgnini su Corriere.it.

La ricostruzione di Renzi
Il premier ha spiegato di aver trascorso almeno due mesi a cercare di convincere l'allora presidente del Consiglio, suggerendogli di realizzare un piano di legislatura. «Io avevo organizzato una grande campagna elettorale a Firenze, avevo più inaugurazioni che giorni a disposizione. Ma era fermo il tavolo sulle riforme costituzionali, c'era Giachetti in sciopero della fame perchè la legge elettorale era ferma, l'articolo 18 era un tabù su cui si bloccava ogni riforma del mercato del lavoro, il governo era fermo».

Libro in arrivo
Un panorama quasi apocalittico, quello tracciato dal premier, tanto che Renzi promette, sull'argomento, un libro, affermando che l'accordo con l'editore «è già chiuso»«Dissi Enrico stai sereno davvero, ero convinto - ha concluso -. Oggi faccio fatica a dire a uno stai sereno».

'Quando arriverà uno migliore di me sarò contento'
Ma tornando ai giorni nostri, Renzi è tornato a parlare del suo esecutivo, che - ha spiegato - vorrebbe fosse giudicato «sui risultati»«Noi - ha aggiunto - ci stiamo mettendo anima e cuore partendo da un presupposto: che l'Italia non sia un Paese finito come ci hanno raccontato per mesi fino a che non siamo arrivati». Il premier ha ribadito di credere nell'Italia e di arrabbiarsi nel sentire alcuni colleghi di altri partiti che parlano male dell'Italia nelle istituzioni internazionali. «Quando arriverà uno migliore di me sarò contento per l'Italia».

(Fonte Askanews)