28 settembre 2021
Aggiornato 18:30
In diecimila in piazza a Verona

Salvini: Solidarietà agli agricoltori, nessuna stima per sindacati che tradiscono

Manifestazione a Verona, dove gli agricoltori si ritrovano per dire «basta» all'embargo russo. Il leader della Lega Nord attacca il sindacato Coldiretti che sostiene Renzi, che quelle sanzioni alla Russia le ha approvate

VERONA - «Massima solidarietà agli agricoltori e allevatori italiani, la Lega è con voi. Nessuna stima invece per i sindacati che li tradiscono». Così Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, sulla Coldiretti che ha portato questa mattina, a Verona, circa diecimila agricoltori in protesta contro l'embargo russo. «Coldiretti in piazza per chiedere il ritiro delle folli sanzioni contro la Russia, che sono costate 600 milioni alla nostra Agricoltura. E' lo stesso sindacato Coldiretti - commenta ancora Salvini - che applaude e sostiene Renzi, che le folli sanzioni le approva in Europa da ormai due anni». 

In diecimila in piazza
Sono quasi diecimila gli agricoltori e gli allevatori italiani in piazza con i trattori contro l'embargo russo che ha azzerato completamente le esportazioni dei prodotti agroalimentari più rappresentativi del Made in Italy scatenando una guerra commerciale che ha provocato pesantissimi danni all'economia e la perdita di posti di lavoro. Nell'anniversario dei due anni dall'embargo russo e alla vigilia del probabile rinnovo la protesta che coinvolge anche i principali operatori economici impegnati nell'interscambio con la Russia chiedono la fine di una guerra commerciale insostenibile per l'Europa che ora deve affrontare anche i pesanti effetti economici della Brexit.

Il Veneto la regione più colpita
Dentro e fuori il Cattolica Center di Verona, in Veneto, scelto perché è la regione più duramente colpita, gli agricoltori hanno portato anche i prodotti rimasti invenduti, dalle mele ai kiwi fino alle pesche, ma anche i formaggi e i prosciutti per denunciare un braccio di ferro insensato e autolesionistico. Una scelta suicida che l'Unione Europea e l'Italia non possono permettersi dopo il voto sulla Brexit con la svalutazione della sterlina inglese che rischia di mettere in crisi i rapporti commerciali con la Gran Bretagna, che è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari Made in Italy.

Tra surrogati e cartelli di protesta
Sono stati anche esposti gli scandalosi surrogati del Made in Italy come il «Russkiy Parmesan», ma anche il salame Milano o la mozzarella Made in Russia che sugli scaffali dei supermercati del Paese di Putin hanno preso il posto dei cibi italiani originali i quali rischiano ora di rimanere esclusi per sempre. Bandiere, cartelli e numerosi striscioni sono stati esposti «No all'embargo russo», «Putin facciamo la pace», «La guerra fredda uccide il Made in Italy», ma anche «Brexit+embargo=Italia in letargo». Tra i manifestanti c'è già il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ma sono in arrivo il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina al Governatore del Veneto Luca Zaia fino al Sindaco di Verona Flavio Tosi ed anche i maggiori operatori economici dell'agroalimentare coinvolti nell'interscambio commerciale con la Russia.