15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Il premier presenta il provvedimento

Furbetti del cartellino, Renzi: La pacchia è finita, a casa

Per il presidente del Consiglio si tratterebbe di una «norma di buon senso», perché chi truffa Stato, Comune, Regione sarà costretto finalmente ad andare a casa: «A casa chi ruba lo stipendio e deruba la credibilità dello Stato»

ROMA - Funzionerà davvero il provvedimento del Governo contro i dipendenti pubblici che usano in modo truffaldino il cartellino? «Assolutamente sì, perché stavolta è legge», ha ribadito il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervistato dal Tg2.

«Una questione di serietà»
«Il dipendente pubblico che va, timbra e poi va a fare la spesa o se ne va a casa non sta rubando solo lo stipendio, sta rubando - ha sottolineato il premier - credibilità alla pubblica amministrazione». Con questa regola «molto semplice entro 48 ore va sospeso, entro 30 giorni va licenziato e attenzione - precisa ancora il premier -: se il dirigente, perché magari è amico suo, non lo licenzia, noi licenziamo il dirigente, è semplicemente una questione di serietà». 

Una norma di «buon senso»
«Chi viene beccato a timbrare il cartellino e ad andarsene vede finalmente finita la pacchia», afferma il presidente del Consiglio in occasione della presentazione dei provvedimenti sulla pubblica amministrazione insieme al Ministro Madia. «Noi l'abbiamo chiamata una norma di buon senso», continua il premier, che sottolinea come il dipendente che timbra il badge per poi andar via dal lavoro sta truffando lo Stato, il Comune, la Regione, la Asl: quindi, spiega Renzi, si è arrivati al punto in cui «prendi e vai a casa». Scatta il licenziamento, «cattivo ma giusto», aggiunge il premier.

La Conferenza dei Servizi e la SCIA
Gli altri due decreti approvati in via definitiva sono quello sulla Conferenza dei Servizi: «Più volte – spiega il presidente del Consiglio – ci è capitato di definire la conferenza dei servizi una sorta di «terapia di gruppo», in cui molte persone con differenti ruoli, anche all'interno dello stesso organismo statale, avevano posizioni diverse, ognuno diceva la sua o potevano cambiare idea». Con questa normativa – continua il premier – la Conferenza dei Servizi è più semplice e lo Stato «parla in modo più chiaro e dà certezze sulla tempistica». L'altro provvedimento di cui parla Renzi è la SCIA: «Con questo meccanismo la SCIA diventa veramente unica». Non ci sarà più bisogno di presentare ulteriori documenti in Comune, con la conseguenza di una tempistica dilazionata: «Quello che ti devono dare, te lo danno subito. È una vera e propria rivoluzione epocale», dice Renzi.