19 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Il premier parla all'assemblea generale

Renzi contestato a Confcommercio: Lavoro aumentato. Basta rancori

Il presidente del Consiglio viene contestato quando parla del famoso bonus di 80 euro: «Credo nella politica, fischiatemi pure», poi la promessa: l'Iva non aumenta nel 2017

ROMA - «I numeri di posti di lavoro dell'Istat qualsiasi paese che non vive di rancore ideologico dovrebbe accoglierli con uno sguardo sorridente. Dal febbraio 2014 sono 455mila posti in più, più 390mila a tempo indeterminato. Aver cancellato l'articolo 18 non ha tolto diritti, non ha permesso di licenziare ma di assumere». A dirlo è il presidente del Consiglio Matteo Renzi all'assemblea generale di Confcommercio.

La fine dell'art.18 ha portato a nuove assunzioni
«L'Italia deve guardarsi con occhi di verità allo specchio - ha aggiunto rivolgendosi alla platea di Confcommercio -, i dati positivi sulla disoccupazione riguardano gli altri e non voi. La ripresa ha coinvolto soprattutto altri settori». Aver cancellato l'articolo 18, secondo il premier, «non ha tolto dei diritti ma ha consentito alle imprese di assumere ma i lavoratori autonomi e la piccola impresa sono ancora in condizioni di difficoltà, Jobs act ha dato risultati positivi ma ancora non basta», ha concluso. 

Fiducia ai consumi: così l'Italia riparte
«L'Italia riparte se restituiamo fiducia ai consumi e smettiamo di lagnarci», ha aggiunto il premier Matteo Renzi. «Oltre alla rabbia dobbiamo avere anche un messaggio di fiducia per riportare l'Italia là dove le spetta - ha aggiunto -. Se remiamo nella stessa direzione l'Italia ce la farà. Viva l'Italia che ci prova e che rischia». Sempre rivolgendosi all'assemblea di Confcommercio, il premier promette: «Prendo un impegno irrinunciabile per il 2017: non ritoccare l'Iva. Ma dico che l'ultimo aumento dell'Iva è del 1° ottobre del 2013».

«Credo nella politica, fischiatemi pure»
«Io guadagno 5 mila euro netti al mese che sono tanti, ho fatto l'arbitro in Garfagnana se pensate che mi spaventi una discussione sugli stipendi...», ha ribattuto il premier alla platea di Confcommercio che, quando parla dell'aumento degli 80 euro, gli chiede, con varie voci, la riduzione degli stipendi dei politici. Non manca qualche fischio. Ma Renzi rivendica: «Lo sapevo che a questa platea gli 80 euro non interessano, ma per chi guadagna 1.200 euro al mese sono una cena in più al ristorante, uno zaino nuovo...». «Io credo nella politica, fischiatemi pure se avete il coraggio», attacca il premier.