17 novembre 2019
Aggiornato 11:00

Berlusconi in cerca di pace con Lega e FdI. Ma Salvini e Meloni lo gelano: programmi, non poltrone

Dopo le due settimane di caos nel centrodestra per la scelta di Forza Italia di sostenere Alfio Marchini alla Corsa al Campidoglio invece di Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi cerca la pace e parla di una bozza di programma per le politiche. Dura risposta di Salvini e Meloni

ROMA – Silvio Berlusconi tenta di ricucire lo strappo con Matteo Salvini e Giorgia Meloni e lo fa da Milano, dove, sul palco del Teatro Manzoni, presenta la lista azzurra per le amministrative in sostegno di Stefano Parisi. Forza Italia avrebbe già preparato una bozza di programma comune per le prossime elezioni politiche insieme a Lega Nord e Fratelli d'Italia, così spiega Berlusconi al pubblico del Manzoni. Parole importanti che cercano di rimediare alla scelta operata dall'ex Cav su Roma, dove Forza Italia sceglie di sostenere Alfio Marchini alla corsa al Campidoglio invece dell'alleata di sempre Giorgia Meloni.

La bozza e la squadra
Diversi i punti condivisi dalle tre forze politiche ed enunciati da Berlusconi: dalla flat tax per chi ha un reddito superiore ai dodici mila euro a una riforma fiscale con un condono, dalla chiusura di Equitalia alla riforma della Giustizia. E forse – spiega l'ex premier – anche «l'introduzione di una moneta nazionale aggiuntiva che non è vietata». Mancano ancora due anni alle elezioni politiche, ma Berlusconi si lascia scappare che anche sulla squadra di governo Forza Italia, Lega Nord e FdI avrebbero già qualche idea. Il leader azzurro, sullo stesso palcoscenico che ventidue anni fa lo vedeva benedire la nascita di Forza Italia, parla di un accordo a tre sul governo che verrà, con tre ministri a FI, tre al Carroccio e due a Fratelli d'Italia. I restanti dodici posti sarebbero occupati da altrettanti ministri che arrivano «dalla vita vera», dice Berlusconi: «Stiamo cercando la squadra, finora ne abbiamo individuati quattro».

«Il vecchietto deve restare in campo»
Come un mantra, il leader azzurro ripete sempre la solita frase: il centrodestra vince solo se unito, aldilà – specifica, però – «delle difficoltà caratteriali di questo o quel leader». Quasi come fosse affetto da qualche strano morbo, Berlusconi resetta le ultime due settimane di fuoco del centrodestra: la rabbia della Meloni, l'indignazione di Salvini per il voltafaccia di Forza Italia su Roma diventano per l'ex premier un problema di caratteri. Di tutto il discorso di Berlusconi al Teatro Manzoni viene fuori con nettezza come l'ex premier non accetti affatto l'idea di esser messo da parte dagli altri due protagonisti del centrodestra. Nonostante Salvini si sia di fatto autoeletto leader del centrodestra nel suo libro «Secondo Matteo», Berlusconi continua a considerare se stesso e Forza Italia indispensabili per la riuscita di qualsivoglia progetto di centrodestra: «Il vecchietto deve restare in campo», dice l'ex Cav con il solito sorrisetto spavaldo che nasconde l'ostinazione a non farsi togliere lo scettro. Questa la condizione per portare avanti la coalizione, questa la condizione per vincere.

Salvini: Lega non pensa alle poltrone
L'ex premier non sembra aver fatto i conti con i diretti interessati. Matteo Salvini tuona contro le parole di Berlusconi e frena sulle alleanze: «È giusto ragionare di cose da fare, e quindi ben venga la cancellazione della legge Fornero, l’abolizione degli studi di settore, il blocco dell’immigrazione clandestina e la riduzione delle tasse». Quello che non sarebbe giusto, secondo il leader della Lega, è guardare alle elezioni politiche nel modo in cui lo fa Berlusconi, in un momento in cui gli obiettivi del centrodestra dovrebbero essere altri: «Parlare di poltrone e ministeri è l’ultima delle mie preoccupazioni e non interessa al momento né alla Lega, né agli italiani».

Meloni: Ad oggi scelte FI aiutano Renzi
Ancora più dura la risposta del presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, secondo la quale le parole di Berlusconi non sarebbero altro che il frutto di una strategica mossa per rimettere in piedi un'alleanza deteriorata dalle scelte romane. L'ex premier parlerebbe di «accordi inesistenti su un futuribile governo nazionale di centrodestra per cercare di far dimenticare che nelle ultime settimane le scelte compiute dal suo partito vanno in tutt’altra direzione, cioè in quella di un rinverdito patto con Matteo Renzi e il suo pessimo governo», dice la candidata romana.