20 gennaio 2022
Aggiornato 21:00
Il premier: Vienna contro la storia

Migranti, Renzi alla Merkel: sul Brennero Austria fuori dalla storia. E il migration compact continua a dividere

Durante l'incontro tra Renzi e Merkel sul tema dei migranti, la Cancelliera ha lanciato un appello contro la chiusura dei confini e a favore della ripartizione degli oneri. Ma sui conti c'è ancora moltissima tensione

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ROMA - Al termine dell'incontro con la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier Matteo Renzi appare soddisfatto. «E' un dovere di tutti che la scommessa europea sull'immigrazione funzioni. Siamo impegnati perchè l'accordo con la Turchia possa essere ulteriormente incoraggiato», afferma. E pare che Berlino abbia dimostrato di essere al fianco del Belpaese. Almeno sulla questione dei migranti, e almeno a parole. Un assist che sarebbe importante per Roma, specialmente dopo la decisione unilaterale di Vienna di ripristinare i controlli al Brennero e, se necessario, di alzare una vera e propria barriera anti-migranti. Argomento su cui Renzi non ha mancato di commentare che la posizione dell'Austria «è contro la logica, contro la storia».

L'assist della Merkel
Nella conferenza stampa congiunta, anche Frau Merkel si è mostrata sulla stessa linea del premier italiano: «No alla chiusura dei confini, bisogna rispettare la dignità delle persone», ha sottolineato la Cancelliera, ribandendo che «occorre ripartirne gli oneri». Un endorsement importante, soprattutto dopo che il ministro dell'interno tedesco Thomas de Maiziere aveva affermato che «Ciò che accade al Brennero dipende innanzitutto dall’Italia», ovvero dal «vizio» di lasciarsi sfuggire i migranti dal proprio territorio. Un'affermazione che è parsa quasi un assist alla decisione di Vienna di chiudere il Brennero. La Merkel si è mostrata invece aperta alla cooperazione: «Bisogna rispondere a livello pratico della questione e abbiamo una responsabilità globale che dobbiamo rispettare, ha dichiarato. E ha aggiunto: «Sui migranti, stimo molto gli impulsi importanti dati dall'Italia con il migration compact: siamo dello stesso parere, anche se abbiamo idee diverse sugli strumenti di finanziamento».

Il nodo dei finanziamenti
Il riferimento è alle differenze di vedute tra Berlino e Roma sulle modalità di finanziamento del piano concertato dall'esecutivo italiano per far fronte alla crisi migratoria sulla rotta mediterranea anche attraverso fondi destinati ai Paesi africani. L'Italia vorrebbe infatti introdurre degli eurobond - proposta rifiutata da Berlino -, mentre la Germania avrebbe intenzione di sfruttare una tassa sulla benzina - piano bocciato da Roma -. Proprio a questo proposito, la Cancelliera ha specificato che, sugli eventuali finanziamenti al migration compact, «se ci concentriamo sul bilancio Ue credo che riusciamo a farcela», anche se «nel lungo periodo occorre rivedere la nostra politica di sviluppo anche per coordinarci meglio». Il modello dovrebbe essere l'accordo con la Turchia, con la quale "abbiamo trovato una soluzione e abbiamo utilizzato una flessibilità nel patto di stabilità».

Il futuro di Schengen
Su Schengen, Frau Merkel è stata chiara: «L'Europa deve dimostrare che e' una forza valida nel mondo. Sull'euro abbiamo fatto buoni progressi. Sull'emergenza migranti si pone la questione dei confini esterni. L'Europa va dal Polo Nord al Mediterraneo. Dobbiamo difendere il trattato di Schengen e le frontiere esterne altrimenti si rischia di ricadere nei nazionalismi. E' in gioco il futuro dell'Europa, che», secondo la Merkel, «si trova in fase fragile e per il futuro dobbiamo imparare a gestirne insieme le sfide». Sul tavolo, anche l'ultima proposta di Bruxelles, che vorrebbe che i Paesi contrari alle quote contribuissero finanziariamente a favore degli Stati attivi nell'accoglienza. 

Le accuse dell'estrema destra austriaca
Sullo sfondo dell'incontro tra Renzi e Merkel, la dichiarazione al vetriolo del leader della destra austriaca, partito favorito al ballottaggio delle presidenziali nel Paese: «Renzi e Merkel sono scafisti di Stato».  Una frase che Renzi ha definito «vergognosa», aggiungendo poi di non voler "entrare nelle dinamiche della campagna elettorale austriaca». Il giudizio del premier, però, rimane incontrovertibile: «Dico solo che per chi ha visto i corpi dei bambini morti nelle stive, chi ha visto partorire sulle navi della Guardia Costiera, chi vive con il cellulare sempre acceso pronto a partire per eventuali emergenze, sentirsi dare dello 'scafista' è una vergogna. E dovrebbe fare riflettere le tante persone per bene che ci sono in Austria».