20 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Continua il dibattito sulle unioni civili

Fratelli d'Italia indignati: «Vendola si compra un bambino»

Il capogruppo Fabio Rampelli: «Il leader di Sel applica l'utero in affitto, dunque è colpevole della mercificazione del corpo femminile. Non riesco proprio a fargli gli auguri»

ROMA«Nichi Vendola avrà presto un figlio. Miracolo della natura? Non proprio l'ex governatore della Puglia, insieme al suo compagno Ed, potrà soddisfare il suo irrefrenabile bisogno di paternità attraverso la vergognosa pratica dell'utero in affitto, ancora vietata in Italia. La notizia è ufficiale ed è stata salutata da applausi e battiti di mani dalla sinistra al caviale, dai giornalisti trendy, quelli che considerano la famiglia naturale e la maternità roba da vecchi rincoglioniti retrogradi. Mi dispiace ma proprio non riesco a fare gli auguri a Vendola che si appresta ad acquistare un bebè a suon di migliaia di euro sfruttando una donna che dietro pagamento svilisce il suo corpo riducendolo a un incubatore». Lo ha affermato, in una dichiarazione su Facebook, il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

Mercifica il corpo di una donna
«Forse Vendola – ha proseguito – non ha considerato questo piccolo dettaglio... Proprio lui, stimato e raffinato portabandiera dei diritti dei più deboli, dei diseredati, degli esclusi, si fa artefice della mercificazione del corpo femminile per soddisfare il proprio bisogno di paternità. Evidentemente il rispetto fondamentale della dignità femminile non è tra i valori del leader di Sel. A Vendola chiedo quale sia la differenza tra l'utero affittato e lo sfruttamento della prostituzione. E dove è finito l'ardore anti-capistalistico, visto che per il suo capriccio alimenta un business milionario sulla pelle di donne disperate. Un capriccio per pochi eletti, per pochi privilegiati, per quelle coppie gay con grandi disponibilità economiche in grado di sostenere le spese per affittare l'utero da terzi, e che oggi pretendono di piegare il legislatore a proprio uso e consumo».

E le femministe tacciono
«E dove sono le femministe? 'L'utero è mio e me lo gestisco io', urlavano per conquistare i diritti negati ed emanciparsi dal cono d'ombra del maschio sfruttatore... Oggi – ha concluso Rampelli – di fronte al mercato degli uteri affittati per soddisfare l'egoismo del maschio, perché nonostante gli orientamenti sessuali, sempre un maschio resta, tacciono».

(Fonte: Askanews)