17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Parla l'ex assessore alla Casa

Ozzimo: è una grossa cantonata, non ho mai preso soldi da Buzzi

L'ex assessore alla casa del comune di Roma, Daniele Ozzimo, è stato condannato a 2 anni e due mesi di reclusione nell'ambito di un filone della maxi inchiesta Mafia Capitale

ROMA - «Con me la pubblica accusa ha preso una grossa cantonata». Così Daniele Ozzimo, ex assessore della giunta di Ignazio Marino a Roma, condannato in primo grado a due anni e due mesi. «Siamo pronti a presentare appello», afferma in un'intervista a Repubblica. «Io soldi da Buzzi non ne ho mai presi».

La condanna per corruzione
L'ex assessore alla casa del comune di Roma, Daniele Ozzimo, è stato condannato a 2 anni e due mesi di reclusione nell'ambito di un filone della maxi inchiesta 'Mafia Capitale'. La decisione è stata presa dal gup Alessandra Boffi, che ha interamente accolto le richiesta dei pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini per l'accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Pena sostanzialmente analoga (due anni e quattro mesi) per Massimo Caprari, già capogruppo del Centro democratico in Campidoglio.

Tangente da 20 mila euro
Ozzimo, secondo l'accusa, avrebbe accettato una tangente di 20 mila euro sotto forma di contributi elettorali nel maggio del 2013 e ottenuto l'assunzione di un'amica al Bioparco (per la difesa un'azione di «umanità» verso una persona in condizioni difficili). In cambio l'ex assessore si sarebbe speso per far lievitare i fondi per i lavori di pulizia delle spiagge e la manutenzione del verde pubblico appaltati alle coop di Salvatore Buzzi nel X municipio, quello di Ostia, sciolto per mafia.

Le altre condanne
La penale responsabilità è stata affermata anche per Gerardo e Tommaso Addeo, che hanno avuto un anno e dieci mesi. Il difensore, l'avvocato Luca Cococcia, ha sottolineato che le contestazioni più gravi sono cadute. I due Addeo sono ritenuti vicini a Luca Odevaine, già capo di gabinetto del sindaco Valter Veltroni, poi al vertice della polizia provinciale con Nicola Zingaretti, ed ex membro del tavolo nazionale per i richiedenti asilo. Due anni e due mesi li ha avuti Paolo Solvi. Hanno invece patteggiato gli ex dirigenti della coop La Cascina Francesco Ferrara (due anni e otto mesi), Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita (due anni e mezzo a testa), accusati di aver pagato Odevaine per ottenere la gestione del Cara di Mineo.

(con fonte Askanews)