18 giugno 2024
Aggiornato 17:00
il leader della calce e del martello verso il campidoglio

Comunali, Marchini: «Resusciterò Roma»

Secondo il leader "della calce e del martello" nella città eterna regna la confusione politica più grande mai attraversata nella storia dei partiti nazionali

ROMA - «A Roma serve un grande progetto di rinascita preciso e concreto che si potrà realizzare solo con una robusta maggioranza in consiglio. Ma il passato ci insegna che se le maggioranze si decidono a tavolino come semplice spartizione tra partiti si va a sbattere. Ci deve essere discontinuità non solo nelle sigle ma anche nel metodo». E' quanto ha affermato in una intervista a Il Tempo, Alfio Marchini, in corsa per la poltrona di sindaco della Capitale.

Marchini: Roma prima del mio tornaconto personale
Sul veto di Giorgia Meloni sul suo nome Marchini ha osservato: «Mi sottraggo al toto nomi. In questi due anni ho dimostrato di amare Roma più del mio tornaconto personale. Abbiamo rifiutato poltrone e prebende e siamo stati i primi a invocare le dimissioni di Marino e il commissario. Per me Roma viene prima di tutto. Siamo un movimento civico e libero sempre al servizio dei romani».

Collaborerò solo con chi condividerà il mio piano
E sulle alleanze ha precisato: lo farò «con chi condividerà il piano industriale per Roma che presenteremo e le prime dieci delibere che chi vincerà si dovrà impegnare ad adottare: dal decoro alla manutenzione delle strade, alla riforma di Roma Capitale, al piano di riorganizzazione delle municipalizzate, ai campi rom, al nuovo modello di governo di Roma con i quartieri e i cittadini protagonisti».

In Italia non c'è più la sinistra, bisogna guardare avanti
Sotto il profilo politico, ha aggiunto Marchini, «ormai in Italia sono diventati tutti di sinistra e la sinistra sembra ispirarsi alla destra liberale che in Italia non è mai nata. La confusione ideologica regna sovrana. E oggi, mi passi la provocazione, la destra sociale è più a sinistra del Pd. Ormai, cadute le ideologie totalizzanti dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti».Secondo Marchini bisogna andare «verso una ideologia liberale in economia e progressista in materia sociale. Comunità territoriali solidali e in grado di essere autonome dallo Stato. Per farlo dobbiamo mettere a frutto le nostre risorse a partire dalle municipalizzate che dovranno diventare efficienti e veramente al servizio del cittadino. Creiamo ricchezza e la redistribuiamo sul territorio. È l'unica via». (Fonte Askanews)