23 ottobre 2019
Aggiornato 04:00

Meloni: «Il terremoto arriverà anche qui»

È quanto scrive in un editoriale pubblicato dal quotidiano il Tempo, il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: «Il Fronte Nazionale si candida a conquistare l'Eliseo nel 2017»

PARIGI - «I primi dati delle elezioni amministrative francesi sembrano le linee impazzite di un sismografo durante uno tsunami. Il Fronte Nazionale con questa clamorosa affermazione si candida a conquistare l'Eliseo alle elezioni presidenziali del 2017. Il terremoto si sentirà presto anche in Italia e in Europa, perché è iniziato il riscatto dei popoli europei decisi a riprendersi la propria sovranità e la propria libertà. Anche in Italia». È quanto scrive in un editoriale pubblicato dal quotidiano il Tempo, il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Il Fronte Nazionale si candida a conquistare l'Eliseo nel 2017
«Si tratta di elezioni amministrative, è vero - prosegue - ed è possibile che si riformi tra tutte le altre forze politiche, come già accaduto in passato, il sedicente 'fronte repubblicano' per impedire la vittoria del FN al secondo turno. Ma a prescindere da quello che accadrà al ballottaggio, il risultato ha un fondamentale significato politico. La vittoria di Marine Le Pen, che ha incentrato le battaglie del suo partito nella critica all'Unione Europea, segna una sonora bocciatura per chi ha tramutato l'Europa in un comitato d'affari di lobbisti e usurai. Il popolo francese ha voluto denunciare l'incapacità di chi li governa, a Parigi come a Bruxelles, di dare risposte concrete alla crisi economica, all'impoverimento della classe media, all'emergenza sicurezza e ai grandi eventi storici che stanno investendo l'Europa: terrorismo e immigrazione su tutti».

Fini: Vittoria Le Pen va capita, non demonizzata
La vittoria del Front National in Francia va «capita» e «non demonizzata», secondo Gianfranco Fini. L'ex presidente della Camera commenta così il risultato delle regionali francesi: «Il successo lepenista va capito, non demonizzato. È una risposta efficace, da destra, alla crisi di identità culturale e alla paura esplose dopo gli attentati terroristici».
Dunque, «non si può liquidare come estremista o populista; è di certo antieuropeista (e ciò deve rappresentare per la destra italiana il vero problema) ma non è estraneo alla storia repubblicana e democratica della Francia che comprende anche il mito della grandeur gollista e il successo del no al referendum sulla costituzione europea. Sarkozy, di intesa con la sinistra, lo ha capito e questa è la vera inaspettata novità del voto».