12 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Basta retorica, è tempo di investimenti

Disabili, ecco la proposta del Movimento Cinque Stelle

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità i parlamentari pentastellati presentano la propria proposta per alleviare le sofferenze dei portatori di handicap e criticano il governo per la sua inerzia

ROMA - «In questa giornata, dedicata ai moltissimi nostri concittadini, familiari, amici, con disabilità, purtroppo il nostro primo pensiero va a quel Programma di azione biennale per le persone con disabilità che, adottato dal governo il 27 settembre del 2013, ad oggi è ancora lettera morta. Due anni trascorsi senza che i nostri governanti abbiano mosso un dito. Al di là di belle parole e di un fiume di retorica, abbiamo assistito a un proliferare di buoni propositi ai quali non è però seguito l'elemento essenziale per tradurli in azioni: fondi». Così i deputati M5s in commissione affari sociali nella Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità.

Volontà politica
«Se solo ci fosse la volontà politica - proseguono - azioni concrete potrebbero essere compiute già ora. In questi giorni il Parlamento sta affrontando la legge di Stabilità: ci auguriamo davvero che questa volta, e per una volta, governo e maggioranza approvino qualcuna delle misure che stiamo proponendo in favore delle persone disabili. In particolare, con l'emendamento Di Vita chiediamo che il ministero dell'Economia e delle Finanze istituisca un fondo di 80 milioni all'anno che, a partire dal 2016, preveda interventi diretti alla implementazione della Linea di intervento 3 del Programma di azione biennale: 'Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l'inclusione nella societa».

Passo avanti
«Già l'approvazione di questa misura - concludono - rappresenterebbe un grande passo in avanti rispetto alla situazione attuale, dal momento che consentirebbe di affrontare concretamente due questioni che toccano direttamente la vita dei disabili: contrasto delle situazioni segreganti e delle sistemazioni non rispondenti alle scelte o alla volontà delle persone e verifica del fatto che i servizi e le strutture sociali siano effettivamente messe a disposizione delle persone con disabilità e siano adattate ai loro bisogni».

(Con fonte Askanews)