13 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Parla il prefetto di Roma

Gabrielli: Qui per amicizia, ma non mi candido a sindaco

In occasione del suo intervento alla convention di Francesco Rutelli «La Prossima Roma», il prefetto di Roma tocca i nodi caldi della città: dalla sicurezza della città alle porte dell'Anno Santo al processo di Mafia Capitale in corso

ROMA - «Questa è una grande città la cui straordinarietà sta nell'ordinarietà. Noi i Giubilei li viviamo tutti i giorni: parliamo di 20-30 mila pellegrini rispetto a uno snodo come Termini dove girano ogni giorno 500mila persone». Così il prefetto di Roma, interpellato dai cronisti sulla sicurezza della Capitale in vista del Giubileo, a margine della convention organizzata da Francesco Rutelli. 

«Non faccio endorsement a nessuno»
«Capite bene - specifica Gabrielli - che il tema è di garantire un livello di servizi e di sicurezza che sia ordinario, non straordinario. In questi giorni abbiamo avuto un'implementazione molto significativa. Quello di oggi non è un appuntamento sotto una bandiera. Io, nella mia attività, dove mi hanno invitato sono sempre andato. Si parla di Roma e sono il prefetto di questa città, fino a prova contraria. Non ho fatto endorsement a nessuno, non ho caldeggiato nessuno, non ho fatto un intervento ma ho risposto a delle domande», ha aggiunto il prefetto di Roma.

No bandiere in questa convention
«Sono un cittadino di questa città e un rappresentante delle istituzioni - ha aggiunto Gabrielli  -, non mi risulta che ci fossero bandiere di partito o schieramenti, mi ha invitato una persona che conosco da tantissimo tempo e che stimo, non credo di aver compromesso la mia terzietà». Il prefetto continua: «Se mi invitano da altre parti, vado anche là». «Serve una nuova legge per Roma, dice il prefetto di Roma Franco Gabrielli. «Nel Decreto su Roma Capitale - ha sottolineato il prefetto - c'è tutto e il contrario di tutto e non c'è una risposta adeguata».

«Orgoglioso di non aver sciolto il Campidoglio»
«Questa è una città straordinaria, con una storia straordinaria, fatta di gente straordinaria: ci sono tutte le condizioni perché la città si riprenda e per essere ciò che deve, la Capitale del nostro Paese». Lo ha detto il prefetto di Roma Franco Gabrielli, intervenendo alla convention La Prossima Roma, convocata da Francesco Rutelli. «Sono orgogliosissimo di non aver arrecato alla Capitale del mio Paese questo ulteriore vulnus», ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, rivendicando la scelta di non aver sciolto il Comune di Roma. «C'erano criticità in un municipio, due dipartimenti e una municipalizzata», ha aggiunto Gabrielli, spiegando le motivazioni della sua decisione, presa dopo essersi consultato con il ministero degli Interni.

Il senso di insicurezza nelle periferie
«Nelle periferie c'è un fortissimo senso di insicurezza. C'è degrado, la città è sporca, poche le divise e le pattuglie», ha precisato Franco Gabrielli. «Non sono nella condizione di promettere niente - ha aggiunto Gabrielli - ma in questa città vanno riviste completamente le modalità con cui vengono organizzate le forze di polizia». «Conosco tutti i condomini e i caseggiati di Roma ormai - ha spiegato il prefetto - e il tema del decoro, del ridare a questa città una fisionomia, è richiesto a gran voce dai cittadini. Mi ha colpito che nei miei incontri con i cittadini mai mi ha chiesto di Mafia Capitale, ma del degrado sempre».

(con fonte Askanews)