17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Decimate le associazioni

Mafia Capitale, Ministero e Regione Lazio tra parti civili, fuori M5S e Codacons

Dopo oltre cinque ore di camera di consiglio, il collegio ha ammesso tra le parti lese legittimate a rivendicare danni anche Sos Impresa, l'associazione Libera, Cittadinanzattiva Onlus, il Centro di iniziativa per la legalità democratica, l'Associazione nazionale vittima di usura, l'Ambulatorio Usura onlus, l'associazione antimafia Paolo Borsellino, la Lega cooperative sociali e nazionali

ROMA - Il Comune di Roma, il ministero dell'Interno e la Regione Lazio. E poi il Comune di Sant'Oreste, le amministrazioni giudiziarie delle cooperative sotto sequestro, l'Ama spa, il Pd Unione Regionale Lazio, l'associazione antimafia Antonino Caponnetto. Sono queste alcune delle parti civili ammesse dai giudici della X sezione penale del tribunale di Roma nel processo 'Mafia Capitale'.

5 ore di camera di consiglio
Il collegio, dopo oltre cinque ore di camera di consiglio, ha deciso di ammettere tra le parti lese legittimate a rivendicare danni dalle condotte degli imputati anche Sos Impresa, l'associazione Libera, Cittadinanzattiva Onlus, il Centro di iniziativa per la legalità democratica, l'Associazione nazionale vittima di usura, l'Ambulatorio Usura onlus, l'associazione antimafia Paolo Borsellino, la Lega cooperative sociali e nazionali.

Chi non è stato ammesso
Non sono state ammesse la Confindustria, la Camera di commercio di Roma, la Fondazione Antonino Caponnetto, la cooperativa Capodarco, il Codacons, Legambiente Onlus e Lazio, il gruppo di rifugiati e profughi, singoli cittadini, 37 rom del campo nomadi di Castel Romano e gli ex consiglieri comunali e regionali del m5s. La decisione è stata presa ieri, poco prima di mezzanotte, dopo oltre cinque ore di camera di consiglio dai giudici della X sezione penale del tribunale di Roma nel processo 'Mafia Capitale'. Numerose le realtà non ammesse come parti civili.


(con fonte Askanews)