Oggi studenti in piazza in tante città, cortei a Roma e Milano
La scorsa notte gli studenti hanno fatto irruzione al Miur per chiedere che il diritto allo studio e all'istruzione non sia un privilegio di pochi
ROMA - Oggi gli studenti della Rete della Conoscenza (Unione degli Studenti - Link Coordinamento Universitario) scenderanno in piazza in tutta Italia per la mobilitazione internazionale studentesca promossa a livello europeo dall'Obessu (Organising Bureau of European School Student Unions) e dall'appello We are in credit.
Tutto per tutti, e privilegi per nessuno
«Vogliamo tutto #pertutti, privilegi per nessuno» è lo slogan scelto dagli studenti. Nella notte gli studenti hanno fatto un blitz di fronte al ministero dell'Istruzione a Roma, esponendo lo striscione con lo slogan nazionale, e hanno appeso delle chiavi di cartone ai busti del Pincio: le chiavi della cultura, del diritto allo studio, del reddito e dell'accoglienza, possono aprire le porte ad una società libera da terrorismi, xenofobia e razzismo. Difatti al Miur le chiavi contenevano l'hashtag #porteaperte. Solo ieri c'era stata un'altra manifestazione, quella dell'Unione degli Universitari e degli Studenti Medi, che nel corso della mattinata si erano recati a l'Aquila, per portare «una lettera all'attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che interverrà all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del capoluogo abruzzese. Il contenuto della lettera, partendo dalla condanna della recente strage di Parigi, insiste sul fondamentale ruolo dell'istruzione come veicolo universale di integrazione», si legge in una nota.
Dionisio: Il terrorismo si combatte con l'istruzione e la democrazia
Per Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari, «con la terribile strage di Parigi, l'Europa ha vissuto da vicino quello che per molti altri popoli da anni è la quotidianità. Ma non è cedendo all'odio, alla xenofobia e alla cieca ricerca di un capro espiatorio che si sconfiggeranno le violenze o il terrorismo: dobbiamo avere il coraggio di immaginare una società diversa, in cui l'immigrato, il rifugiato e tutte le persone di origini e culture diverse siano finalmente riconosciuti come una risorsa: vogliamo una società che faccia dell'integrazione un principio essenziale per l'attuazione della libertà e della democrazia. Per costruire una società basata su uguaglianza e solidarietà si deve ripartire dall'istruzione, strumento prioritario per veicolare questi principi. Dove regna l'ignoranza cresce la paura e trovano terreno fertile l'odio e il razzismo. Il Governo deve finalmente investire nel diritto allo studio e nel libero accesso alla cultura: solo così torneremo a credere in un futuro diverso».
Le disuguaglianze azzoppano la nostra società
«L'Italia - sostiene Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi - deve tornare ad avere come priorità l'investimento nell'istruzione, indispensabile strumento per appianare, da Nord a Sud, le tante disuguaglianze che soffocano la nostra società. L'Italia è già in ritardo rispetto a molti altri paesi: la si potrebbe considerare il Mezzogiorno d'Europa. Ma ancora più disarmante è il forte divario che permane tra il Nord e il Sud della penisola e che si amplia sempre di più. L'alto tasso di disoccupazione, la mancanza di servizi ed infrastrutture pubblici efficienti e l'illegalità estesa in alcuni territori, sono solo alcuni dei fattori che rendono il compito dell'istruzione ancora più difficile in quest'area del Paese, e i dati lo dimostrano: la dispersione scolastica in alcune aree sfiora il 30% e gli atenei del meridione si stanno svuotando, perdendo nell'ultimo anno ben 37 mila iscritti. Abbiamo chiaramente scritto a Mattarella che non è questa l'Italia che vogliamo: c'è bisogno di investire nell'istruzione pubblica, affinché si abbattano le divisioni sociali e si restituisca dignità ai giovani del nostro paese». (Fonte Askanews)
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