26 giugno 2019
Aggiornato 18:00
Volgiono il divieto assoluto alla pubblicità sul gioco d'azzardo in Stabilità

L'M5S dichiara guerra al gioco d'azzardo (Renzi permettendo)

Il ddl sul gioco d'azzardo a firma del senatore M5S Giovanni Endrizzi, messo a punto con le Associazioni no slot Mettiamoci in gioco, per cui era stata approvata la procedura d'urgenza a Palazzo Madama in commissioni riunite Sanità e Finanze, sarà presentato sotto forma di emendamenti alla legge di Stabilità

ROMA - Il ddl sul gioco d'azzardo a firma del senatore M5S Giovanni Endrizzi, messo a punto con le Associazioni no slot Mettiamoci in gioco, per cui era stata approvata la procedura d'urgenza a Palazzo Madama in commissioni riunite Sanità e Finanze, sarà presentato sotto forma di emendamenti alla legge di Stabilità. Lo ha annunciato lo stesso senatore Endrizzi motivando questa decisione con la necessità di dare il massimo della concretezza possibile all'iniziativa. «Abbiamo già visto ad esempio alla Camera che analogo provvedimento di contrasto al gioco d'azzardo giace da tempo insabbiato in commissione - ha spiegato il senatore in una conferenza stampa a Palazzo Madama, presente anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio -. Abbiamo quindi scelto questa via perchè la riteniamo la più semplice ed agevole per raggiungere un obiettivo che, va detto, riteniamo il 'minimo sindacale' in materia, su cui non deroghiamo: quello del divieto assoluto della pubblicità, diretta e indiretta, e della sponsorizzazione del gioco d'azzardo su tutti i media: emittenti radiotelevisive, come quotidiani». «Inoltre - ha aggiunto - vogliamo avvicinare la legge di stabilità al concetto della tutela del bene comune che dovrebbe rappresentare. Lo Stato ha il dovere di difendere i propri cittadini».

Cosa prevedono gli emendamenti
Gli emendamenti prevedono dunque l'eliminazione di ogni parametrazione in fasce orarie della pubblicità, introduce il «divieto assoluto di qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotto di giochi con vincite in denaro, offerto in reti di raccolta, sia fisiche sia on line» e commina una «sanzione amministrative da 50 mila a 500 mila euro in caso di violazione del divieto al soggetto che commissione la comunicazione commerciale, la pubblicità, la sponsorizzazione o la promozione, al soggetto che la effettua, nonchè al proprietario del mezzo con il quale esse sono diffuse». I proventi di tali sanzioni, prevede ancora l'emendamento, «sono destinati alla prevenzione, alla cura, e alla riabilitazione delle patologie connesse con la dipendenza dal gioco d'azzardo».

Numeri preoccupanti
I numeri snocciolati nel corso dell'incontro rappresentano una situazione di grande allarme. Si tratta di un giro d'affari del gioco d'azzardo «legale», ha spiegato Gabriele Mandolesi, dell'Associazione Mettiamoci in gioco, nell'ordine di 83 miliardi di euro. I giocatori abituali sono stimati in 15 milioni di persone, con un numero di giocatori patologici stimati tra gli 800 e i 900 mila , pressocchè il doppio dei tossicodipendenti calcolati in Italia. In termini economici l'impatto del gioco d'azzardo legale si può valutare anche sotto un diverso profilo, ha rimarcato Di Maio, ad esempio in 3,5 miliardi di euro di mancata Iva su consumi o di 6 miliardi di costi aggiuntivi per la sanità. «Con 9,5 miliardi si potrebbe tagliare la Tasi, modificare la legge Fornero e tanto altro...» ha chiosato Di Maio.

Un triste primato
Il nostro Paese figura al primo posto tra i mercati in Europa per le videolottery, con una diffusione quasi tripla rispetto agli Stati Uniti. Sotto il profilo sociologico, il 51% dei minorenni ha giocato d'azzardo almeno una volta nell'ultimo anno. Di questi il 6% gioca quotidianamente, il 32% lo nasconde ai genitori (dati 2015 Nomisma). Il panorama dei giovani tra i 14 e i 30 anni rappresenta il 20% del totale dei giocatori on line. Ad essi si affianca una larghissima fetta di anziani. Si tratta prevalentemente di persone disoccupate, inoccupate, fruitori di pensioni bassissime se non nulle, che «tentano per questa via un riscatto ritenuto di facile raggiungimento». Cospicuo anche il valore commerciale sul mercato pubblicitario. Nel 2012 le inserzioni sono ammontate a 105 milioni di euro, cui aggiungere 87 milioni di sponsorizzazioni e le pubblicità indirette, nei film e financo negli articoli dei giornali. «Vedremo quanti tra i numerosi parlamentari che da ogni schieramento politico ci hanno assicurato il loro appoggio vorranno confermare questa posizione con il loro voto - ha concluso Mandolesi - da parte nostra ci impegnamo a pubblicare i nomi di quanti avranno votato a sostegno della nostra iniziativa».

(Con fonte Askanews)