19 giugno 2019
Aggiornato 03:00
Basta con la pubblicità di giochi e scommesse

Ludopatie: battaglia vinta, stop alla pubblicità su giochi e scommesse

Il Dl dignità appena varato dal Governo prevede il divieto della pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro. E ora basta anche con gli sportivi in ‘campo’ chiede l’UNC

Scommesse e gioco d'azzardo
Scommesse e gioco d'azzardo ( Shutterstock )

ROMA – Il DL Dignità è appena stato varato dal Governo. A esultare è l’Unione Nazionale Consumatori, con il presidente Massimiliano Dona che, in un comunicato, dichiara: «Grande vittoria! Arriva il divieto per la pubblicità sul gioco d’azzardo. Siamo il primo Paese in Europa a farlo». Il Dl dignità prevede il divieto di «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Lo stop non riguarderà i contratti in essere validi fino al «30 giugno 2019».

Battaglia vinta
«Da anni chiedevamo lo stop alla pubblicità di giochi e scommesse – commenta Dona – Il fatto che i giochi siano legali, non vuol dire che debbano essere anche pubblicizzati. Bisogna contrastare il grave fenomeno dell’azzardopatia. Finalmente si risolve il grave conflitto di interessi tra ministero della Salute e ministero dell’Economia, a favore della tutela della salute dei cittadini. Peraltro, quegli spot, sempre più invadenti, illudevano le persone sulla possibilità di ottenere facilmente una vincita, ma non è vero che si vince facile».

Via anche i personaggi famosi come testimonial
Il vicepremier Luigi Di Maio ha anche dichiarato di sperare che la stretta sulla pubblicità dei giochi e delle scommesse allontani anche i personaggi famosi da questo tipo di spot, si legge nel comunicato. «Giusto! Anche noi lo speriamo! Basta con i campioni dello sport che si prestano a scendere in campo a favore del gioco d’azzardo – replica Massimiliano Dona – Non capiscono di essere strumentalizzati. L’obiettivo è quello di presentare il gioco d’azzardo come se fosse una pratica sportiva, in campi da calcio, circondati da folle in visibilio, in modo da normalizzare il fenomeno, dando un’immagine positiva a scommesse, lotterie e gaming».