25 ottobre 2020
Aggiornato 03:00
in aula 22 imputati

Mafia Capitale, domani al via il maxiprocesso. Tutto quello che c'è da sapere

Numeri maxi per la prima udienza che si annuncia lunga e combattuta

ROMA - Tutto pronto o quasi per la prima udienza del processo 'Mafia Capitale'. Istanze all'attenzione dei giudici della X sezione penale del tribunale di Roma, richieste formulate e avvocati pronti a indossare la toga. Dall'altra i pubblici ministeri hanno da tempo depositato gli atti, con intercettazioni e verbali, e sono pronti alla citazione di una settantina di testimoni. Dei 46 imputati per cui è stato disposto il giudizio non saranno in aula Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, i presunti leader dell'organizzazione. Entrambi vincolati in carcere, l'uno a Tolmezzo e l'altro a Nuoro, saranno collegati in video conferenza. I difensori hanno annunciato la presentazione di richieste e motivi per far partecipare nei "modi previsti" i loro assistiti. E già su questo aspetto si annuncia battaglia.

In aula 22 imputati
I difensori hanno annunciato la presentazione di richieste e motivi per far partecipare nei "modi previsti" i loro assistiti. E già su questo aspetto si annuncia battaglia. Intanto sono già oltre settanta le testate giornalistiche accreditate. Ottanta gli accrediti per telecamere e fotografi. Molti i media stranieri. Sono in via di trasferimento in queste ore gran parte degli imputati. Una quindicina di persone, detenute in varie parti di Italia, saranno trasferite nel carcere di Rebibbia in modo da poter essere presenti dalla seconda udienza del processo che dovrebbe essere fissata per il prossimo 10 novembre. Secondo le previsioni domani saranno presenti in aula 22 imputati, tutti quelli raggiunti da provvedimenti cautelare degli arresti domiciliari. Tra loro alcuni ex amministratori locali tra cui Mirko Coratti, già presidente del Consiglio comunale, Giordano Tredicine.

Tante le associazioni che si costituiranno parte civile
Sono tante le istituzioni ed associazioni che chiederanno di costituirsi parte civile nel processo 'Mafia Capitale'. A partire dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, passando per le aziende Atac ed Ama, una decina di associazioni antimafia, come quella di Don Ciotti 'Libera' ad Sos Impresa, Cittadinanzattiva e 'daSud'. «L'associazione antimafie daSud - spiega il portavoce Danilo Chirico - ha scelto di costituirsi parte civile nel maxiprocesso su Mafia Capitale in rappresentanza di quella cittadinanza che ha visto negarsi il diritto alla verità e che non vuole lasciare Roma in mano alle mafie. Da tempo - spiega Chirico - denunciamo il radicamento delle mafie nella Capitale. Una presenza che ha avuto, e ancora ha, una preoccupante capacità di rovesciare in interesse privato la gestione della governance pubblica, colpendo le fasce più deboli, modificando i territori e le relazioni tra le persone, inquinando l'economia e togliendo gradualmente libertà e democrazia ai singoli cittadini. Si tratta di un gesto di grande valore politico e sociale che consideriamo parte costituente del nostro impegno contro le mafie a Roma».

Il primo dossier su Mafia Capitale
Risale a giugno 2013 l'uscita di #Romacittàdimafie, il primo dossier di daSud sulla Capitale dei clan. Consegnato al sindaco, oramai ex, Ignazio Marino, e al procuratore Giuseppe Pignatone, il dossier già denunciava l'ingresso dei clan nel tessuto economico e sociale della Capitale, anche grazie a importanti complicità nel mondo delle professioni e dell'imprenditoria: «uno sforzo di analisi necessario - continua il portavoce di daSud - che è proseguito con i dossier Roma tagliata male sul sistema droga e Mammamafia. Il welfare lo pagano le mafie sull'economia dei clan tra diritto al lavoro, gestione dei servizi e consenso sociale e che purtroppo cadeva in un clima di generale negazionismo che ha di fatto generato il mancato allarme sociale delle classi dirigenti e che ha contribuito a irrobustire l'omertà e la sottovalutazione del fenomeno».

In contemporanea la manifestazione dei giornalisti 
Domani a piazzale Clodio è prevista la manifestazione del sindacato cronisti, contro i bavagli di leggi e iniziative legali. Insieme ai giornalisti in piazza anche il 'Comitato 22 procedure per la Giustizia' che da anni porta avanti la lotta per l'assunzione di vincitori e idonei del concorso bandito da Roma Capitale ormai cinque anni fa. «Mentre nell'aula di giustizia si svolgerà la prima tappa del processo a Mafia capitale, noi saremo fuori a fare sentire la nostra voce, a difendere i nostri diritti di vincitori e idonei non assunti». E poi si aggiunge: «Denunciamo ancora una volta l'ingiustizia che stiamo vivendo. Siamo le prime vittime di questo sistema fatto di corruzione, clientelismo e favoritismi che ha schiacciato la capitale d'Italia e che sta distruggendo il nostro futuro - commenta Federica Ragno, portavoce del Comitato - Sotto i nostri occhi continuano a consumarsi ingiustizie inaccettabili». (Fonte Askanews)