16 ottobre 2019
Aggiornato 09:30
caso marino. parla il premier

Renzi attacca Marino: «Nessun complotto, era solo un incapace»

Secondo il premier sono "disonesti i politici che evocano congiure per coprire i loro fallimenti"

ROMA - «Quando vedo certi addii scenografici mi rendo conto di quanto possa essere falsa la politica. Chi fallisce la prova dell'amministrazione si rifugia nella cerimonia di addio, vibrante denuncia di un presunto complotto, con tono finto nobile e vero patetico. Non mi riferisco solo a Marino, certo. Mi riferisco a quelli che cercano di far credere ai media che sono vittime di congiure di palazzo». E' il duro attacco a Ignazio Marino che Matteo Renzi consegna ad una conversazione con Bruno Vespa per il prossimo libro del gironalista «Donne d'Italia» in uscita da Mondadori Rai Eri giovedì 5 novembre.

L'attacco di Renzi a Marino
Attacco sicuramente rivolto a Marino ma forse anche, osserva Vespa, al predecessore di Renzi, Enrico Letta. «Quando uno se ne va - insiste il premier - dovrebbe spiegare cosa ha fatto, quali risultati ha ottenuto, perché ha perso la maggioranza. I politici si dividono in capaci e incapaci. Non c'è disonestà intellettuale più grande di chi inventa congiure di palazzo per nascondere i propri fallimenti. Se la maggioranza dei tuoi consiglieri ti manda a casa, non si chiama congiura: è la democrazia, bellezza", dichiara sibillino il premier. Poi prosegue l'intervista parlando del futuro di Roma: «La rivalità tra i Democratici di Roma è incomprensibile. Lavoreremo per ricucire e alla fine sceglieremo il candidato. Ma prima, prima di tutto, vengono i bus, le buche, l'aeroporto, le scuole, i giardini, l'illuminazione, la pulizia della città. Ho fatto il sindaco. La gente chiede questo, non filosofie esoteriche».

Per il premier la priorità è la città. Poi vengono i nomi
Il candidato potrebbe essere anche estraneo al Pd? All'interno del partito si fa il nome di Marianna Madia, all'esterno di Beatrice Lorenzin: «E' troppo presto per parlarne», taglia corto Renzi. Quanto alla fase attuale, «il prefetto Gabrielli è una sicurezza e sta facendo un ottimo lavoro. Sul fronte della città il commissario che dovrà gestire i poteri di sindaco, giunta e consiglio è il prefetto Tronca, che a Milano ha fatto un lavoro sotterraneo e straordinario nella gestione di una squadra delicata ed efficace come quella che ha portato al trionfo dell'Expo». Ma comunque «anche a Roma occorrerà una squadra, un dream team. Persone di primo livello su tutto, dalla cultura allo sport, dai trasporti all'istruzione. Non ho il chiodo fisso di fare una bella figura per vincere le elezioni: ho il chiodo fisso di far ripartire Roma. La priorità assoluta è la città. Prima viene Roma. Nel frattempo riorganizzeremo il partito che è dilaniato da correnti interne, incomprensibili ai romani: sono più divisi delle contrade del palio di Siena. Ma almeno lì a Siena c'è una tradizione, una storia e uno spettacolo unico», conclude il premier. (Fonte Askanews)