11 dicembre 2019
Aggiornato 10:00
Il Movimento 5 Stelle continua l'attacco al sindaco

Nelle spese di Marino qualcosa non convince

A parlare è il consigliere capitolino del M5S, Marcello De Vito, che oggi pomeriggio insieme agli altri consiglieri comunali del Movimento ha depositato in Corte dei Conti l'esposto sulle spese del sindaco di Roma, Ignazio Marino, effettuate con la carta di credito intestata alla tesoreria del Campidoglio

ROMA - «Nei documenti che abbiamo ritirato venerdì e che ora, grazie al Movimento 5 Stelle, sono visibili a tutti i romani perché sono stati pubblicati sul sito di Roma Capitale subito dopo il nostro accesso, alcune cose non ci convincono». Parole del consigliere capitolino del M5S, Marcello De Vito, che oggi pomeriggio insieme agli altri consiglieri comunali del Movimento ha depositato in Corte dei Conti l'esposto sulle spese del sindaco di Roma, Ignazio Marino, effettuate con la carta di credito intestata alla tesoreria del Campidoglio.

Qualcosa non torna..
«Dalle determine dirigenziali - ha spiegato De Vito carte alla mano - si evince che queste spese sono state autorizzate in modo postumo, con regolarizzazioni contabili, e ciò per noi è strano perché un evento dovrebbe essere programmato. Soprattutto alcune spese per quel che a noi riguarda potrebbero non essere istituzionali e non ci sembra normale che si spendano 1.270 euro per una cena in un noto albergo-ristorante romano per ospitare non meglio identificati chirurghi di fama internazionale a Roma per un congresso e per incontrare il Papa - come dichiara in una nota per ottenere il rimborso il sindaco Marino, ricordiamo che il comune di Roma, come tutti i comuni, non ha materia per la sanità, quindi ci chiediamo se queste spese siano di natura istituzionale e sottoponiamo queste 600 pagine alla Corte dei Conti che, nelle varie sue sentenze, ha sancito principi molto rigidi riguardo alla possibilità di rimborsare le spese».

Spese devono essere coerenti alla missione
A parere del rappresentante del Movimento 5 Stelle in Campidoglio si può certamente «andare a San Francisco per rappresentare il comune di Roma, ma non prendere auto di superlusso. Le spese debbono essere correlate e coerenti alla missione. Noi non affermiamo delle tesi ma abbiamo dei dubbi e li sottoponiamo all'organo competente e pensiamo come pubblici ufficiali quali siamo sia una giusta posizione». Quanto ai tempi «non lo so - ha detto De Vito - non sono un giudice della Corte dei Conti. Noi abbiamo visto la giurisprudenza contabile, abbiamo visto questi documenti, abbiamo visto alcune spese, alcune voci, alcune modalità e procedure che non ci convincono e che quindi sottoponiamo a chi ha competenza e autorità».

Dimissioni con Mafia Capitale
Marino il passo indietro lo avrebbe dovuto fare «dal 3 dicembre, da quando - ha ricordo - è scoppiata la vicenda di Mafia Capitale. Non è il sindaco che sta portando pulizia come sostiene ma è la Magistratura che fortunatamente ha fatto pulizia anche nell'ambito del suo partito. C'è l'Anac e ci sono altre relazioni che attestano che le condotte illecite sono proseguite dalla consiliari di Alemanno anche in questa: gli appalti, gli affidamenti diretti, le proroghe, le somme urgenze. Noi molte cose al sindaco le abbiamo segnalate in anticipo come è avvenuto per l'ultimo bilancio, però si è agito ugualmente, ma questo significa che si è agito nella consapevolezza», ha concluso De Vito.

(con fonte Askanews)