16 luglio 2020
Aggiornato 18:00
Lotta alla camorra

Favorirono la latitanza del boss Zagaria: 4 arresti

Quattro persone ritenute organiche al clan dei casalesi, fazione Zagaria, sono state arrestate questa mattina in un'operazione svolta da polizia di Caserta e carabinieri del Ros, su indagini coordinate dalla Dda di Napoli.

CASERTA - Quattro persone ritenute organiche al clan dei casalesi, fazione Zagaria, sono state arrestate questa mattina in un'operazione svolta da polizia di Caserta e carabinieri del Ros, su indagini coordinate dalla Dda di Napoli. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, favoreggiamento, ricettazione e concorso esterno in associazione a delinquere. Le ordinanze cautelari riguardano gli esiti delle investigazioni condotte nei confronti del segmento mafioso degli Zagaria e, in particolare, dell'architetto Carmine Domenico Nocera, di Filippo Capaldo, dell'imprenditore edile Francesco Nobis e di Gesualda Zagaria.

Le indagini (basate su intercettazioni, servizi di osservazione e dichiarazioni di collaboratori di giustizia), hanno accertato come Nocera abbia incontrato, più volte e durante la sua latitanza, il boss dei casalesi Michele Zagaria, fornendo un costante apporto al clan e predisponendo il contratto di locazione delle abitazioni occupate dal latitante, ma formalmente locate al suo vivandiere Generoso Restina.

Inoltre su preciso incarico di Carmine Zagaria, fratello di Michele, Nocera curava la fittizia intestazione di un'abitazione a Casapesenna, occupandosi anche dell'istruttoria finalizzata al rilascio di un'autorizzazione a costruire, e della realizzazione, nello stesso immobile e ad opera di Francesco Nobis, di un bunker successivamente lì rinvenuto. Infine l'architetto, originario di Casapesenna ma ormai residente a Caserta, manteneva contatti con gli altri esponenti del clan, fra i quali Filippo Capaldo e Giuseppe Fontana.

Relativamente alla famiglia mafiosa degli Zagaria, il gip ha affermato che in un primo momento Capaldo, durante il periodo di detenzione, ha ricevuto ed inviato messaggi e direttive sull'andamento del clan, la sua organizzazione finanziaria e le nuove affiliazioni. Dopo la sua scarcerazione, avvenuta nel marzo 2012 e seguita alla cattura di Zagaria, si è assunto il ruolo di attuale capo del clan, provvedendo alla sua riorganizzazione, a curare i rapporti con le altre famiglie mafiose, a gestirne le finanze ed a mediare i conflitti interni.

Secondo il gip Gesualda Zagaria, sorella di Michele, era il collettore fra il contesto mafioso casalese e gli altri componenti della famiglia Zagaria, con il compito di ricevere i proventi del delitto e provvedere alla loro distribuzione, garantendo così la conservazione del clan e la sua presenza sul territorio.

(con fonte Askanews)