28 febbraio 2020
Aggiornato 06:30
La minaccia del senatore a matteo renzi

Formigoni (Ap): «Faremo saltare la riforma, e anche il governo»

Il senatore di Area Popolare assicura che dalla sua parte ci sono altri 10-12 senatori

ROMA - «Alcuni dei nostri pensano davvero di entrare nelle liste del Pd, trovare uno strapuntino all'ombra di Renzi. Sciocchini, verrebbe da dire. Io e altri non ci stiamo. Sarebbe disonorevole». Lo dice in una intervista a Repubblica il senatore di Area Popolare Roberto Formigoni, tra i più convinti oppositori del Senato non elettivo, ricordando che «sulla riforma del Senato siamo usciti allo scoperto in tre. Ma con me ci sono 10, 12 anche più colleghi e abbiamo già chiesto ad Alfano di vederci la settimana prossima e chiarirci».

Formigoni: Senza di noi la riforma non passerà
«Io - assicura Formigoni - non mi sogno minimamente di tornare con un Berlusconi che si è autoeliminato dalla scena, in un centrodestra ormai a trazione leghista sotto la leadership di Salvini. Ma non possiamo neanche sposare il Pd di Renzi. Allora chiediamo non a caso che la legge elettorale venga modificata con l'introduzione del premio alla coalizione anzichè al partito. Questo ci consentirebbe di costruire la nostra casa dei moderati. No, io come altri colleghi non vogliamo finire in questa destra ma nemmeno a sinistra, sia chiaro».

Il Senato deve essere elettivo
«Io e gli altri amici del mio partito gli diciamo: attento, caro Matteo, siamo stati leali sostenitori del tuo governo, abbiamo votato tutti i provvedimenti, finora. Ma pensa a portare a casa la polpa del superamento del bicameralismo e accetta la mediazione sulla elettività del Senato, magari col listino da noi proposto. Che ti frega di un dettaglio? Se lo fa, bene, la riforma passa con facilità e con rapidità. Il nostro è un contributo. Altrimenti, noi non ci stiamo. Non possiamo accettarlo. Il Senato è organo di garanzia e i suoi componenti devono essere in qualche modo scelti dai cittadini». (Fonte askanews)