16 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Il premier sui dati Istat

Renzi l'ottimista: «L'Italia crescerà ancora»

«Agli italiani non frega niente delle polemiche», spiega il premier, che, in merito alle critiche mosse da Confindustria e sindacati si difende e aggiunge: «Prendiamo le critiche come uno strumento per fare meglio»

ROMA (askanews) - «Se vedi un Paese che ha tutto per poter uscire finalmente dalla crisi e non lo fa perché continua a litigare nel pantano delle polemiche, allora sì che la gente si arrabbia». Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo a Rtl 102.5.

Critiche strumento per fare meglio
Renzi è tornato ai commenti non positivi sui dati Istat di ieri arrivati, ad esempio, da Cgil e Connfindustria. «Che rabbia - ha detto - che il giorno in cui ci sono 235.000 posti di lavoro in più, nemmeno quel giorno uno possa dire, beh, almeno questa la stiamo facendo. E va bene così, è giusto così. Prendiamo le critiche dei sindacati, di Confindustria, di tutti, come uno strumento per fare meglio, anche perché parliamoci chiaramente, agli italiani, delle polemiche tra il politico e il sindacalista, non frega niente di niente. Il punto vero è se hai un Paese, come hanno visto tanti italiani andati in vacanza al Sud, che ha delle meraviglie come il Mezzogiorno, e non riesci a sfruttarle, a noi ci prende la rabbia, lasciamo stare politici, sindacalisti e Confindustria».

Torniamo a crescere
«Se vedi - ha detto ancora il premier - un Paese che ha tutto per poter uscire finalmente dalla crisi e non lo fa perché continua a litigare nel pantano delle polemiche, allora sì che la gente si arrabbia. Io credo che i numeri siano questi, per 50 anni l'Italia è cresciuta di più di tutto il resto d'Europa, negli anni del 'boom' l'Italia cresceva più di tutti gli altri Paesi, poi dagli anni '90 l'Italia si è bloccata e se guardate le classifiche il nostro Paese è l'ultimo in Europa come crescita. Negli ultimi anni abbiamo fatto: Governo Monti, 2012, - 2,3%, Governo Letta, 2013, - 2,9%, ora che siamo tornati al più, al momento +0,6% e crescerà ancora nei prossimi mesi, io credo - ha concluso - si possa dire 'intanto torniamo a crescere, poi si farà meglio'».