2 aprile 2020
Aggiornato 05:30
Il Presidente si difende

«Da Buzzi solo fango»

Il presidente della Regione Lazio aveva scelto di rimanere in silenzio rispetto alle accuse mossegli nei giorni scorsi da Salvatore Buzzi, il «ras delle cooperative» di Mafia Capitale. Oggi Zingaretti decide di parlare, di «reagire al fango che mi è stato gettato addosso in questi giorni da un pregiudicato in regime di custodia cautelare per accuse gravissime»

ROMA (askanews) - «'Che poi alcune volte sò veri e alcune volte non sò veri'. Così, parlando degli episodi che mi vedrebbero coinvolto, il signor Buzzi termina il racconto sulle sue tante teorie su di me davanti ai magistrati. Precisiamo: fatti in cui lui non è coinvolto direttamente ma che gli vengono raccontati da terze persone.  Insomma lui stesso ammette che si potrebbe trattare di cialtronerie, di chiacchiericcio, di falsità. Siamo alla delazione per sentito dire». Così sul suo profilo Facebook il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

«Ribadisco la falsità delle affermazioni»
«Fino ad oggi - ha precisato - ho preferito parlare il minimo possibile, confido e sono certo che i magistrati sapranno fare luce su queste dichiarazioni calunniose per cui ho già querelato Buzzi. Oggi però, ho deciso che avrei dovuto rispondere, reagire al fango che mi è stato gettato addosso in questi giorni da un pregiudicato in regime di custodia cautelare per accuse gravissime. E lo faccio, non solo ribadendo la falsità delle dichiarazioni di un uomo con le spalle al muro che ha messo in atto una strategia difensiva e personale per scagionarsi dalle accuse di mafia dichiarandosi vittima di un sistema, ma anche per chiarire tutti quegli aspetti che dalle dichiarazioni di Buzzi appaiono confusi e imprecisi».

Buzzi dice il falso
«Andiamo per ordine - ha scritto Zingaretti - il signor Buzzi riferisce di aver sentito di 'operazioni poco trasparenti' per l'acquisto del Palazzo della Provincia che riguarderebbero me ed altre persone.  Da quanto emerge  dai verbali  Buzzi avrebbe parlato anche di una 'gara bandita dalla Provincia per l'acquisto della nuova sede' e di 'un pre-contratto di acquisto'.  Buzzi dice il falso. La Provincia di Roma non comprò nessun palazzo prima che venisse costruito. Compito della mia amministrazione, insediatasi nel maggio 2008, fu quella di portare a termine una operazione avviata nel 2005 dalla precedente amministrazione. Confermo di non aver mai ricevuto nessun tipo di beneficio personale, materiale, economico o politico, visto le polemiche che ha suscitato, da quella scelta. Per quanto riguarda gli accordi spartitici su alcuni appalti regionali con le opposizioni, di cui mi accusa Buzzi, anche in questo caso voglio - ha scritto Zingaretti - chiarire che si tratta solo di falsità. Non esistono e non sono mai esistite spartizioni di nessun tipo. Non lo dico io ma lo dicono i fatti: in due anni e mezzo di presidenza della Regione con oltre 4 miliardi di bandi assegnati, le cooperative legate a Mafia capitale non hanno preso un centesimo». 

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