22 gennaio 2022
Aggiornato 06:30
La denuncia di Fabio Cento di Sel

«Marino esca dal palazzo»

E' necessario che a Roma vi sia un governo che torni al servizio innanzitutto delle periferie e di chi vive nel disagio frutto della crisi. Ad affermarlo è il neo segretario romano di Sel, Fabio cento, che continua: «La sinistra torni ad essere popolare»

ROMA (askanews) - «Abbiamo davanti una sfida difficile e straordinaria. Verifichiamo subito se ci sono ancora le condizioni per dare a Roma un governo che deve tornare al servizio innanzitutto delle periferie e di chi vive il disagio drammatico provocato dalla crisi. Il sindaco Marino esca dal palazzo, la Sinistra romana torni ed essere popolare, soprattutto il governo Renzi la smetta di fare la guerra alla Capitale tenendola con il cappio al collo del Patto di Stabilità e delle risorse che tardano perfino per un grande evento come il Giubileo». Lo dice in una nota Paolo Cento, eletto segretario dell'area metropolitana di Roma di Sel. Cento è subentrato a Maurizio Zammataro, dimessosi dopo 2 anni di direzione politica.

A Roma bisogna cambiare tutto
«A Roma bisogna cambiare tutto e se si comincia da Atac siamo pronti a raccogliere la sfida, sapendo che i cambiamenti si devono fare per risanare un servizio pubblico che deve garantire la mobilità dei cittadini e valorizzare i lavoratori che guidano un bus o la metro. In queste ore non parlateci di posti e assessorati ma della città - insiste il neo segretario di Sel - dei suoi disagi e di un nuovo patto per affrontarli», continua ancora il neo segretario di Sinistra Ecologia e Libertà.

Il cambiamento di Roma è possibile
«Le scelte che farà Sel non sono un fatto privato di un partito, per questo stiamo già consultando su come uscire dalla crisi associazioni di categoria, sindacati, movimenti e associazioni». E, aggiunge Cento: «Vogliamo in questi mesi costruire a Roma una sinistra civica e popolare di cambiamento - conclude Cento - per dare un contributo utile a realizzare quel nuovo soggetto politico capace di guardare in Europa alle originali esperienze di Podemos e alla durissima sfida di governo di Tsipras».