17 gennaio 2021
Aggiornato 19:30
Vista da fuori

Povera Capitale: criticata dai romani, schifata all'estero

Un rapporto della principale agenzia di stampa mondiale, la Reuters, ci racconta come gli osservatori internazionali vedono Roma: corrotta, degradata, allo sbando. E, viste le ultime notizie, non possiamo dar loro tutti i torti

ROMA – A volte, per osservare meglio i nostri problemi, occorre guardarli da lontano. Per questo, più ancora delle cronache apocalittiche che riempiono le pagine dei nostri giornali, è l'asciutto rapporto della principale agenzia di stampa internazionale, la Reuters, a restituirci con rude schiettezza la gravità della crisi di Roma. Fedeli ai severi dettami del giornalismo anglosassone, i colleghi statunitensi si limitano a mettere in fila, uno dopo l'altro, tutti gli avvenimenti che hanno terremotato la Capitale negli ultimi mesi. Il risultato è di quelli che fanno rizzare i capelli sulla testa, anche a noi romani che queste storie le conosciamo fin troppo bene per averle vissute sulla nostra pelle.

Caos Fiumicino
«Roma vanta alcune delle più spettacolari piazze, fontane, musei e chiese del mondo – scrive Crispian Balmer – Ma come i suoi monumenti antichi, anche i suoi problemi sono in bella vista, a partire dalla principale porta d'ingresso internazionale alla città, Fiumicino, il più grande aeroporto d'Italia, che sta faticando a riprendersi dall'incendio scoppiato il 7 maggio». E qui i giornalisti americani raccontano come, ad oltre due mesi dal rogo (pur confinato solo in un'ala di un terminale), si continuano a cancellare il 40% dei voli al giorno perché non si è ancora riusciti a capire il reale pericolo di contaminazione dei fumi rilasciati dalle fiamme. Secondo Alitalia è tutto a posto, i dipendenti comprensibilmente si rifiutano di lavorare in un luogo dove si sente ancora forte l'odore di plastica bruciata, l'ente dell'aviazione civile dà la colpa al sequestro dei magistrati per la mancata bonifica dell'ambiente, la procura risponde che l'ordine di sequestro è cessato il 24 giugno. Cari amici d'oltre Atlantico: anche questa è una tipica specialità italiana, si chiama scaricabarile.

Corruzione indisturbata
Ma i guai dell'aeroporto di Fiumicino sono solo l'antipasto: il piatto forte, naturalmente, è Mafia capitale. «Sepolta sotto a 14 miliardi di euro di debiti – analizza ancora la Reuters – Roma è stata salvata dalla bancarotta l'anno scorso grazie a fondi statali d'emergenza. Lo scandalo mafia ha aiutato a spiegare il collasso finanziario, grazie alle intercettazioni che svelavano come i mafiosi abbiano drenato milioni di euro grazie ad una serie di ricchi contratti che andavano dalla carta riciclata alla gestione degli immigrati». E via spiegando l'indagine a carico di Gianni Alemanno e i vani tentativi del suo successore Ignazio Marino, onesto ma evidentemente spaesato di fronte ad una pubblica amministrazione «sostanzialmente corrotta», come l'ha definita lui stesso in una lettera pubblicata lunedì sul Corriere della sera. A completare il quadro, poi, c'è la situazione complessiva della città: dai ritardi dei mezzi pubblici ai graffiti sui muri fino all'erba che cresce indisturbata sui marciapiedi. L'agenzia di stampa la riassume in un dato: la commissione europea ha piazzato Roma all'ultimo posto tra le 28 capitali europee per l'efficienza dei servizi, e al penultimo (davanti solo ad Atene) per qualità della vita. E il rapporto risale al 2013, molto prima che venisse a galla Mafia capitale.

Ci affidiamo alla Provvidenza
Per oggi può bastare. Così è come la Capitale d'Italia, e dunque per estensione tutta la nostra nazione, viene vista dall'estero. E provate a dargli torto. C'è un piccolo dettaglio: Roma dovrà ospitare quest'anno 25 milioni di pellegrini per il prossimo Giubileo straordinario. Ed è addirittura in corsa per le Olimpiadi del 2024. Con una reputazione internazionale così limpida, non potrà che essere un successo. «Qui ci serve un miracolo divino», sintetizza sempre a Reuters il presidente della Camera di commercio Giancarlo Cremonesi. Vista l'inadeguatezza di Ignazio Marino, forse è giunto il momento di sostituirlo direttamente con Papa Francesco...