11 dicembre 2019
Aggiornato 09:30
La Camera approva il ddl-scuola

Scuola: no convinto di Forza Italia, ma 4 deputati vicino a Verdini votano con la maggioranza

L'ex Ministro, Mariastella Gelmini: «Si ripristina una disciplina anacronistica, senza peraltro realizzare nemmeno il suo proclamato intento principale: quello di eliminare il precariato nella scuola». Brunetta: «Se referendum su riforma scuola, pronti a abrogarla»

ROMA - «Il 'no' di Forza Italia al ddl sulla scuola è un 'no' convinto e sereno a un provvedimento, per il quale si scomoda inutilmente il termine di riforma. Le nuove norme ripristinano una disciplina anacronistica, dai contenuti modesti in termini di innovazione senza peraltro realizzare nemmeno il suo proclamato intento principale: quello di eliminare il precariato nella scuola». Lo ha detto Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera, commentando il via libera definitivo alla riforma della scuola.
«Il testo votato dalla maggioranza - ha aggiunto - ha quasi del tutto cancellato quei pochi punti che avevamo apprezzato della prima idea di riforma. L'iter legislativo non ha alimentato il dibattito, anzi è stato mortificato dalla questione di fiducia in nome della necessità di accelerare i tempi per le assunzioni e non ha visto l'accoglimento di nessuna delle proposte presentate da Forza Italia volte a dotare la scuola di maggiore autonomia e di un'organizzazione con una chiara distinzione di poteri e responsabilità. Al contrario, i sindacati sono riusciti ad ottenere modifiche con un compromesso al ribasso che ci consegna un provvedimento che ripropone la collegialità al governo della scuola e le vecchie logiche di gestione burocratica delle istituzioni scolastiche».

Ormai ogni auspicio di migliorare il testo è tramontato
«Relativamente alle immissioni in ruolo, è bene ribadire che la corsa all'approvazione del provvedimento non comporterà subito - ha detto Gelmini - l'immissione in ruolo di 100.000 docenti ma di circa la metà, ossia solo quelli per la copertura dei posti che si sarebbero comunque liberati per effetto del turn over. Le altre assunzioni sono rinviate al 2016/2017, con in più la beffa di una decorrenza giuridica a settembre 2015, ma con decorrenza economica a data da destinarsi. È un approccio furbesco che svuota questo provvedimento di quella parte che avrebbe dovuto esserne caratterizzante: le assunzioni di personale».
«Ingiusta e punitiva - per l'ex ministro di Fi - è stata inoltre la scelta del governo, contro la quale abbiamo presentato diversi emendamenti, di escludere dal piano delle assunzioni quegli insegnanti qualificati, selezionati attraverso un percorso di qualità. Ormai ogni auspicio di migliorare il testo è tramontato, con il risultato di un provvedimento che non solo non restituirà una Scuola migliore ai nostri ragazzi ma che, nel malcontento generale, lascerà a casa molti docenti che fino ad ora sono stati illusi di poter entrare in aula già dal prossimo anno scolastico».

Quattro deputati vicini a Verdini votano sì
Arrivano 4 sì da Forza Italia alla riforma della scuola in aula alla Camera: a votare in dissenso dal proprio gruppo sono stati Luca D'Alessandro, Monica Faenzi, Massimo Parisi, Giovanni Mottola.

Brunetta: Se referendum su riforma scuola, pronti a abrogarla
«Questa riforma della scuola è una mescolanza di clientelismo de sinistra, cigiellino, e di velleitarismo liberal, il tutto male assortito». Lo afferma in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
«Le centomila assunzioni - aggiunge - sono un approccio clientelare, perché discriminatorio: questi sì e quello no. E quindi inaccettabile, darà origine ad un contenzioso infinito».
«Annacquato tutto il resto. Non c'è merito, c'è semplicemente l'occupazione del potere. Noi abbiamo detto di no, no e no. Il nostro no è strato espresso oggi in aula dall'onorevole Palmieri con molta nettezza. Penso che si arriverà anche ad un referendum e noi al referendum voteremo sì, per l'abrogazione di questa cattiva legge», conclude Brunetta.

Santanchè: Io sto con la piazza
«Quella varata dal governo sulla scuola è una riforma fatta con i piedi. Io sto con la piazza, che reclama i suoi diritti inascoltata. Sto con in giovani ai quali la sinistra ha definitivamente tolto il diritto allo studio. Quanto avanzato dal Pd è vergognoso per la democrazia di questo Paese». Lo dichiara in una nota la deputata di Fi, Daniela Santanchè.