27 novembre 2020
Aggiornato 01:00
Il duro monito del ministro Cazeneuve

Francia: «Gli immigrati di qua non passano. Ci pensi l'Italia»

«Non c'è alcun blocco della frontiera perché siamo in uno spazio aperto, c'è semplicemente il rispetto al confine franco-italiano delle regole di Schengen e di Dublino. Serve una politica di asilo europea, altrimenti così non ce la facciamo»

VENTIMIGLIA - «Da qui non passano. Se ne occupi l'Italia». Non usa mezzi termini il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, parlando della situazione esplosiva a Ventimiglia, al confine tra Italia e Francia. "Cosa succede a Ventimiglia? C'è la necessità di rispettare le regole di Schengen e Dublino. Quali sono queste regole? Quando i migranti arrivano in Francia, se sono passati per l'Italia e sono stati registrati in Italia, il diritto europeo richiede che essi siano riammessi in Italia». Dall'inizio dell'anno, continua il ministro, «abbiamo avuto più di 8mila passaggi e abbiamo fatto riammettere più di 6mila persone in Italia. I migranti sono stati riammessi in Italia e desiderano ripassare. Non devono passare e devono essere presi in carico dall'Italia. Se vogliamo garantire che l'accoglienza dei rifugiati sia sostenibile bisogna essere fermi nei confronti degli altri. Non c'è alcun blocco della frontiera, perché siamo in uno spazio aperto, c'è semplicemente il rispetto al confine franco-italiano delle regole di Schengen e di Dublino", ha insistito Cazeneuve.

Serve una "politica di asilo europea"

Cazeneuve ha chiesto l'istituzione di una "politica di asilo europea": servono campi gestiti dall'Ue per distinguere i migranti economici dai richiedenti asilo già dal loro arrivo. I primi verrebbero immediatamente espulsi verso i loro Paesi d'origine, gli altri ripartiti tra i Paesi d'Europa. "Fin dall'inizio dell'anno – ha spiegato – 50mila migranti sono arrivati in Grecia, 50mila sono arrivati in Italia. Ci sono migranti economici irregolari, provenienti dall'Africa occidentale, che non sono in fase di esodo per ragioni legate a persecuzioni subite, ma alla volontà di vivere meglio in Europa. Noi non possiamo ospitarli, è necessario che siano ricondotti alla frontiera, in Africa». "Poi – ha proseguito il ministro – ci sono quelli che richiedono lo status di rifugiati, vittime di abusi, persecuzioni, si rivolgono all'Europa perché vogliono continuare a vivere, semplicemente. A proposito di questi, occorre esaminare la loro richiesta d'asilo. Ma ci sono cinque paesi dell'Unione europea che ricevono l'80% dei richiedenti asilo. Questo non è possibile. È necessario distribuire le richieste d'asilo".

"Trovare situazioni umane, ma insieme"

«Il mio obiettivo – conclude Cazeneuve – è trovare situazioni umane e umanitarie, non fare polemiche. Mi sono recato in Africa, in Camerun e in Niger per assicurarmi che venissero riaccompagnati nel modo più umano possibile. Quanto a chi arriva dalla Siria e vede i suoi cari morire ogni giorno, dobbiamo esaminare le loro richieste d'asilo. Ho proposto una legge per ridurre da 24 a 9 mesi il dossier dei richiedenti asilo. La legge è in corso di adozione in parlamento. Senza aspettare che venga approvata, abbiamo creato quasi 10mila posti per i richiedenti asilo. Devo fare in modo che di fronte a questo problema mondiale ci si occupi collettivamente di trovare delle soluzioni».