20 gennaio 2021
Aggiornato 07:30
Dietro la riforma si intravedono altri scenari

Brunetta boccia, Gelmini rimanda. E Berlusconi?

Sulla scuola i fedelissimi di Berlusconi si dividono in possibilisti e irriducibili. La domanda che circola fra i corridoi di Montecitorio è: di fronte ad una forte sconfitta di Forza Italia, Berlusconi preferirebbe fare il gregario di Matteo Renzi o di Matteo Salvini?

ROMA - Lui è un professore universitario di economia prestato alla politica. Lei è un ex ministro dell’istruzione. Tutti e due sono di Forza Italia. Tutti e due sono sordi alle sirene di Raffaele Fitto e di quanti ritengono che il tempo di Berlusconi sia definitivamente passato. Eppure sul nuovo modello di scuola proposto da Matteo Renzi la pensano diversamente. Per l’ex ministro, nella riforma del governo ci sono molte buone intenzioni che però o si perdono durante il percorso o relegate in un secondo piano. Quindi non è tutta da buttare. Per il capogruppo di Forza Italia la proposta sulla scuola targata Renzi è invece un mostro informe e confusionario, se non imbroglione, da respingere con ogni forza. Ecco infatti che cosa hanno detto della riforma.   

Gelmini: Il preside sceriffo? Magari
Mariastella Gelmini: «C'è un cambio di passo rispetto alla posizione tradizionale della sinistra in materia di scuola, colgo dei passi avanti nel linguaggio e nell'approccio – sostiene l’ex ministro - che però non vengono confermati nei fatti. Si tratta di parole come 'merito', 'qualità', 'competenza', 'valorizzazione degli insegnanti', 'autonomia', tutti concetti in teoria condivisibili ma che non trovano poi concretizzazione. Per quel che riguarda gli aspetti positivi della riforma - ha aggiunto - come ad esempio il rafforzamento dei poteri del preside o della governance della scuola, il provvedimento è stato completamente svuotato e per quel che riguarda la stabilizzazione dei precari in realtà si crea una discriminazione tra precari di serie A e di serie B. Se si ritiene che nella scuola si entri solo per concorso - ha proseguito Gelmini - io sono d'accordo. Però deve valere per tutti. Invece nelle graduatorie ad esaurimento non tutti hanno fatto i concorsi. Quindi, siccome ci sono gli abilitati Sis, ci devono essere anche gli abilitati Tfa».

Brunetta: La solita bufala di Renzi
Renato Brunetta: «Questo provvedimento sulla scuola non è di sinistra e non è di destra, è un animale misto, un ircocervo, probabilmente fatto di alcune cattive cose, pensiamo alle stabilizzazioni, alle assunzioni fatte in maniera confusa e molto probabilmente produttrici di disastri futuri, con alcune luci, questo sì, che però appartengono alla nostra cultura. Questo è il riformismo confusionario di Renzi, che dentro un settore così delicato come quello della formazione, del capitale umano, della scuola, rischia di essere esplosivo».

Prove di Nazareno 2?
Insomma si può tranquillamente dire che Mariestella Gelmini apprezza l’impianto della riforma renziana anche se avanza molte critiche. Quindi lascia intravedere la possibilità di intavolare un dialogo, se non altro per salvare le cose che ritiene buone, a partire dal «preside sceriffo».  Mentre Renato Brunetta si lancia a testa bassa contro il presidente del Consiglio con il quale esclude qualsiasi punto di intesa. Qualche malizioso in queste due posizioni ritiene che si possa vedere in controluce la nascita di due anime anche fra i fedelissimi di Berlusconi. Una disponibile a prendere in considerazione, a seconda dell’esito delle regionali, la possibilità di una riedizione del patto del Nazareno, L’altra, degli irriducibili, capeggiata da Brunetta.

Il Governo va sotto
Intanto il governo è andato sotto su un emendamento alla riforma, ma non ne fa una tragedia: L'Assemblea ha infatti respinto un emendamento della Commissione all'articolo 6 del testo cui il governo aveva dato parere favorevole. Il capogruppo vicario del Pd, Ettore Rosato, l’ha interpretata così: «Non è nulla di drammatico rispetto all'effetto del voto, ma il voto negativo è frutto di un errore materiale. La votazione è avvenuta mentre stavamo ancora orientandoci sul voto, no si è dato tempo ai deputati di capire cosa stessero votando». Rosato ha sottoposto alla Presidenza di rivedere la votazione, ma il presidente di turno Roberto Giachetti, pur assumendosi la responsabilità dell'accaduto, ha deciso di non far ripetere il voto, precisando che il caso «non costituisce precedente».

Passa l'alternanza scuola-lavoro
Infine l'Aula della Camera ha approvato l'articolo 4 del ddl scuola che rafforza il collegamento fra scuola e mondo del lavoro. La norma introduce una previsione di durata minima dei percorsi di alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni di scuola secondaria di secondo grado (almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e almeno 200 ore nei licei), prevede la possibilità di stipulare convenzioni anche con gli ordini professionali e dispone che l'alternanza può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche nonché all'estero.