30 luglio 2021
Aggiornato 02:30
L'ex presidente della Commissione europea interviene a "The State of the Union"

Prodi: «Oggi De Gasperi direbbe "mamma mia"»

Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio e della Commissione Ue, Romano Prodi, nel corso di un dialogo con Giorgio Napolitano sull'eredità di Alcide De Gasperi, nell'ambito di "The State of the Union" a Fiesole, in provincia di Firenze.

Firenze (askanews) - «Oggi dell'Europa De Gasperi direbbe: "Mamma mia"». Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio e della Commissione Ue, Romano Prodi, nel corso di un dialogo con Giorgio Napolitano sull'eredità di Alcide De Gasperi, nell'ambito di «The State of the Union» a Fiesole, in provincia di Firenze.

Prodi: Bisogna recuperare un'idea politica forte e gli strumenti per raggiungerla
«Nell'Europa di De Gasperi - ha detto Prodi, rispondendo a una domanda del moderatore - c'era una grande idea politica, oggi il problema è che noi facciamo dipendere tutto dal compromesso tra le diverse amministrazioni coinvolte. Invece servirebbe un'idea politica forte e gli strumenti adeguati per raggiungerla». Dunque oggi De Gasperi «direbbe: benissimo il 3% e queste cose qui, ma se non sono indirizzate a un obiettivo politico non scaldiamo l'animo dei giovani. Bisogna recuperare - ha ribadito in conclusione Prodi - un'idea politica forte e gli strumenti politici per raggiungerla».

La crisi non è solo dell'Europa, ma della democrazia nel mondo
«Capisco che la paralisi non è solo dell'Europa ma è una crisi della democrazia nel mondo. Facciamo però anche un esame di coscienza dei nostri paesi prima di parlare della crisi dell'Ue", ha detto l'ex premier confrontandosi a Firenze con l'ex capo dello stato Giorgio Napolitano. «L'Europa della paura è iniziata con le bocciature di alcuni paesi del progetto europeo e non è ancora finita", e così «la leadership è diventa barometrica: il leader è un barometro che segue l'andamento dell'opinione pubblica. O arriva una leadership politica o ci deterioriamo nel nostro cammino», ha aggiunto Prodi per concludere con un'immagine suggestiva: «Insegno in Cina da sei anni e nessuno mi chiede più seminari sull'Ue mentre il politico europeo preferisce la paralisi all'innovazione».