22 agosto 2019
Aggiornato 20:00

Civati: «Non è colpa mia, Renzi ha cercato lo scontro»

«non ho più fiducia in questo governo, nelle sue scelte, nei modi che ha scelto, negli obiettivi che si è dato». Spiega Civati: «Non avrei voluto fare questo disastro nel bel mezzo della campagna elettorale, ma non è colpa mia: è stato Renzi a voler aprire lo scontro proprio nelle settimane precedenti alle elezioni».

ROMA (askanews) - «Ciao». Si intitola così il post con cui Pippo Civati, dal suo blog, saluta il Pd: «Non ho più fiducia perché dopo la fiducia della scorsa settimana, non si può chiudere così, come se fosse solo una parentesi, come se questo non costituisse un precedente». E allora il messaggio per gli elettori del Pd e del centrosinistra suona così: «Mi dispiace, per me, per voi. Mi dispiace deludere alcuni di voi e condividere la delusione di chi deluso è già da molto tempo». Ma «non ho più fiducia in questo governo, nelle sue scelte, nei modi che ha scelto, negli obiettivi che si è dato». Spiega Civati: «Non avrei voluto fare questo disastro nel bel mezzo della campagna elettorale, ma non è colpa mia: è stato Renzi a voler aprire lo scontro proprio nelle settimane precedenti alle elezioni».

«Passo al gruppo misto»
Una diffidenza che data dall'avvio delle larghe intese, ricorda Civati, ma ora «per ragioni di coerenza passo al gruppo misto, nella considerazione che anche il gruppo del Pd lo sia diventato, avendo accolto parlamentari di tutte le provenienze». E insieme al gruppo Civati lascia anche il partito: «Cosa che non avrei mai fatto, ma ormai il Pd è un partito nuovo e diverso, fondato sull'Italicum e sulla figura del suo segretario. Chi non è d'accordo, viene solo vissuto con fastidio». Da qui «l'inevitabile e forse cercata rottura».

«Non è per il potere»
Una scelta che «non faccio per aderire a un progetto politico esistente, ma per avviare un percorso nella società italiana, alla ricerca di quel progetto di cui parlai un anno fa, che ho sempre avuto nel cuore. Nessuna polemica con chi nel Pd rimane, solo l'auspicio di ritrovarsi un giorno, a fare cose diverse da quelle che si stanno facendo ora. Non c'è calcolo, in questa scelta: ho rinunciato a una Ikea di poltrone, proprio in ragione delle mie posizioni. Non è per il potere. Non è per fare danni». Quanto alle dimissioni da parlamentare, «lo farei se lo fanno anche tutti gli altri: se cioè si andasse a votare».

La particella di sodio
Civati ricorda che «da sei mesi dico che la situazione non regge», e «da tempo mi sento una particella di sodio», visto che «le 'minoranze' del Pd si sono mosse tardi, condividendo scelte sbagliate e attardandosi in tatticismi del tutto incomprensibili e controproducenti. Sono arrivati tardi e non sono stati decisivi. A sinistra si dice non c'è niente, e invece tra i ceti popolari tra poco arriverà Grillo (che si è già insediato) e anche Salvini. E non è una battuta». Dunque "per prima cosa mi dedicherò al partito degli astensionisti, il partito più grande, che vincerebbe le elezioni direttamente al primo turno. Perché questa non è solo una fine, è anche un inizio».