7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Il ministro dell'Istruzione sulla riforma della scuola

Giannini: con ddl portiamo il precariato alla dimensione fisiologica del 2,5%

«Il precariato in Italia è arrivato alla punta massima del 18% nel 2007. Da quel momento c'è stata una stabilizzazione - spiega il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini -. Noi con questo ddl portiamo il precariato alla sua dimensione fisiologica che è il 2,5%, ossia togliamo quella fetta di instabilità che ha impedito alla scuola italiana di fare sempre una programmazione di qualità».

ROMA (askanews) - Con il ddl della Buona Scuola «portiamo il precariato alla sua dimensione fisiologica». Lo afferma il ministro all'Istruzione, Stefania Giannini, a margine della commissione Cultura della Camera che sta esaminando il ddl di riforma della scuola. «Il precariato in Italia è arrivato alla punta massima del 18% nel 2007. Da quel momento c'è stata una stabilizzazione - spiega -. Noi con questo ddl portiamo il precariato alla sua dimensione fisiologica che è il 2,5%, ossia togliamo quella fetta di instabilità che ha impedito alla scuola italiana di fare sempre una programmazione di qualità».

Preside è leader educativo
Il dirigente scolastico, con la riforma della Buona Scuola, è «un leader educativo» e «non si tratta di altre definizioni fantasiose che sono state fatte, basta leggere il disegno di legge». Lo dice il ministro all'Istruzione, Stefania Giannini, a margine dei lavori sul ddl di riforma della scuola, commentando uno dei punti più contestati della riforma, quello sullo strapotere del preside. E' «un punto di forte novità - spiega il ministro - che è dare ai presidi la responsabilità funzionale che hanno e che devono avere in maniera formale, riconoscibile e valutabile».

Ddl testo aperto
«Mi sembra francamente ineccepibile». Risponde così il ministro dell'Istruzionei ai giornalisti che le chiedono del metodo usato dal governo e contestato oggi dalla manifestazione del mondo della scuola. Dibattito impedito come sostengono le opposizioni? Il testo, spiega il ministro, «è aperto, non abbiamo scelto il ddl in maniera casuale. Abbiamo scelto il disegno di legge perchè pensiamo che la scuola sia un tema centrale nell'agenda politica del governo, che la scuola sia il bene centrale della comunità e quindi lavorare in questo modo significa dare spazio a un dibattito parlamentare dopo i due mesi della consultazione». Anche in commissione, conclude il ministro, «c'è un dibattito ampio, molto costruttivo e sereno. Ci aspettiamo che ci sia la volontà di potenziare il ddl laddove ci sono convergenze molto ampie».

Rispetto per sciopero ma anche per governo
«Rispetto per lo sciopero» ma anche «rispetto per il governo che fa il suo lavoro». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, parlando con i cronisti a Montecitorio, dove proseguono i lavori sul ddl di riforma della scuola, nel giorno dello sciopero del settore. «La riforma della scuola sta procedendo con un dibattito parlamentare che tiene conto di tutto il dibattito, anche quello che è stimolato dagli insegnanti - ha spiegato il ministro -. Quindi rispetto per lo sciopero, come è giusto e doveroso che sia. Rispetto per il governo, che fa il suo lavoro e propone un progetto educativo molto innovativo. Rispetto per il Parlamento, che è il portatore delle istanze del cambiamento del provvedimento».