26 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Forza Italia su legge elettorale

Brunetta: Boschi imbroglia le carte e Renzi truffa su Nazareno

Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Maria Elena Boschi dimostra di essere «puerile e offensiva per la nostra intelligenza e per quella degli italiani imbrogliare le carte come ha fatto la Boschi» sulla questione dell'elezione a capo di Stato di Sergio Mattarella. L'attacco continua nei confronti del premier, «bulimico di potere e anoressico di verità».

ROMA (askanews) - «Il colmo dei colmi? Ricevere lezioni di coerenza da Maria Elena Boschi e compagni. La giovane ministra o non ha colto fino in fondo i termini della questione o come il suo altrettanto giovane maestro, Matteo Renzi, tenta di raccontare una realtà che non esiste». Lo dichiara in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

Boschi puerile e offensiva
«Per Forza Italia l'elezione condivisa del presidente della Repubblica - aggiunge - era conditio sine qua non per proseguire nel percorso delle riforme. Per questo avevamo concesso al Partito democratico 17 modifiche unilaterali al Patto del Nazareno. La nostra stella polare era la totale condivisione nella scelta del nuovo inquilino del Colle. E' puerile e offensivo per la nostra intelligenza e per quella degli italiani imbrogliare le carte come ha fatto la Boschi in Aula dicendo: 'Non possiamo pensare che una legge elettorale diventi incostituzionale solo perché nel frattempo abbiamo eletto al Quirinale Sergio Mattarella'». 

Renzi bulimico di potere
«La ministra - insiste Brunetta - prenda atto che è stato il suo Renzi, per calcoli meschini di potere, a far saltare scientemente il tavolo dopo aver incassato tutto l'incassabile. Questo si chiama truffa ai danni di partner seri e generosi. La politica è cosa seria, ed il governo ha usato l'azzardo morale, un comportamento opportunistico preventivato slealmente sin dal momento dell'accordo. La Boschi la smetta una volta per tutte. E' indecente poi che inviti i deputati a 'uno scatto d'orgoglio', piegandosi cioè ai diktat di un premier bulimico di potere e anoressico di verità», conclude.