13 luglio 2020
Aggiornato 00:00
La testimonianza dei sopravvissuti

Naufraghi: tanti uccisi a bastonate prima di partire

Dalle dichiarazioni emerge il clima di sopraffazione e violenza che ha preceduto l'imbarco. I migranti furono inizialmente concentrati in una fattoria nei pressi di Tripoli, e furono poi portati con furgoni fino alla costa e qui trasbordati con un gommone di grosse dimensioni sul peschereccio.

PALERMO (askanews) - E' iniziata alle 15,30 a Catania l'udienza di convalida dei fermi nei confronti dei due presunti scafisti del barcone naufragato la notte tra sabato e domenica scorsi nel Canale di Sicilia, causando la morte di almeno 850 persone. Ieri intanto si è proceduto all'interrogatorio dei due fermati, durante il quale tra i due c'è stato uno scambio d'accuse su chi fosse al timone dell'imbarcazione che prima di colare a picco avrebbe urtato il mercantile King Jacob giunto in soccorso.

Confermata la dinamica del naufragio
Domani è previsto l'inizio degli incidenti probatori, che riguarderanno anche altri testimoni oltre quelli già indicati. Dalle dichiarazioni dei sopravvissuti, viene confermata la dinamica del naufragio, dovuto ad errate manovre del comandante del peschereccio e al sovraffollamento dell'imbarcazione, caricata fino all'inverosimile. Molte dichiarazioni confermano anche l'immediata attività di soccorso da parte del mercantile portoghese che, dopo aver prontamente aderito all'ordine di prestare soccorso, si è profuso per molte ore nel soccorso e nella ricerca dei naufraghi.

Clima di sopraffazione
Dalle dichiarazioni, inoltre, emerge il clima di sopraffazione e violenza che ha preceduto l'imbarco. I migranti furono inizialmente concentrati in una fattoria nei pressi di Tripoli, e furono poi portati con furgoni fino alla costa e qui trasbordati con un gommone di grosse dimensioni sul peschereccio. I migranti provenivano da diversi Paesi e hanno pagato somme molto diverse per il viaggio, che prevedeva l'Italia come destinazione del percorso per mare. Le somme pagate sono in alcuni casi molto basse (tra i mille ed i 1500 dinari libici) ma raggiungono anche i 7.000 dollari. Non sono chiare le ragioni di differenze così rilevanti.

Il bastone contro i migranti
Durante la permanenza nella fattoria, che per alcuni si è protratta per oltre un mese, si sarebbero verificate violenze con l'uso di bastoni su migranti che non erano pronti ad obbedire agli ordini. Le bastonature avrebbero provocato alcuni decessi; altri sarebbero morti di stenti. Secondo una fonte, un ragazzo sarebbe stato ucciso durante il trasporto dalle coste al peschereccio perché si era alzato senza permesso sul gommone ed il suo cadavere sarebbe stato buttato in acqua. Alcuni testimoni poi riferiscono di presidi alla fattoria da parte di persone in divisa e con armi. Un teste riferisce di aver visto consegnare del denaro prima della partenza a personale libico, indicato come "poliziotti». Sul capovolgimento del peschereccio libico molti riferiscono di tre urti causati dalle manovre del comandante tunisino che avrebbero provocato forti oscillazioni.

Presto ricognizione del relitto da parte di Marina Militare
I riconoscimenti di entrambi gli indagati è effettuato dalla maggior parte dei testi e quasi tutti riferiscono che il comandante era anche il conducente. Del secondo molti dicono che faceva eseguire gli ordini del comandante, che faceva uso del Thuraja per mantenere i rapporti con l'organizzazione libica, almeno in un paio di circostanze tra cui una nella fase di avvistamento del mercantile portoghese ( in questo caso alcuni dicono che avrebbe passato il telefono ad un passeggero che sapeva parlare in inglese). La Marina Militare effettuerà al più presto una ricognizione del relitto per trarne una documentazione fotografica e video, al fine di consentire di raccogliere elementi di prova e di valutare la necessità e la fattibilità di eventuali ulteriori operazioni.