20 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
il ministro dell'interno all'Ue

Alfano: necessario rafforzare Triton

Il ministro dell'Interno ha detto che al Consiglio europeo straordinario convocato nel tardo pomeriggio a Bruxelles l'Italia e il Partito Popolare Europeo porteranno una proposta per affrontare la crisi dei profughi in arrivo dalla Libia basata su tre punti: il rafforzamento di Triton, un intervento «sull'altra sponda del Mediterraneo» e una «equa ripartizione» in tutta Europa dei profughi.

MILANO (askanews) - Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha detto che al Consiglio europeo straordinario convocato nel tardo pomeriggio a Bruxelles l'Italia e il Partito Popolare Europeo porteranno una proposta per affrontare la crisi dei profughi in arrivo dalla Libia basata su tre punti: il rafforzamento dell'operazione Triton e l'estensione del suo raggio d'azione, un intervento «sull'altra sponda del Mediterraneo per intercettare e affondare i barconi dei criminali, dei nuovi schiavisti, prima che si mettano in mare», e una «equa ripartizione» in tutta Europa dei profughi. Alfano ha evidenziato le tre linee di intervento durante una riunione del consiglio di presidenza del Ppe in corso a Milano. Alla domanda su cosa significhi fermare i profughi prima del loro imbarco, Alfano ha aggiunto che si tratterebbe di «operazioni di polizia internazionale sul modello di quella chiamata Atalanta contro i pirati in Somalia».

A Milano situazione profughi tranquilla
Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha definito «tranquilla» la situazione dei profughi a Milano provenienti dalla Libia. «Il livello di allerta è sempre elevato, così come anche le strutture sanitarie sono allerta. Sul piano della sicurezza il prefetto ha fatto tutto ciò che si deve fare, siamo assolutamente certi di stare facendo il meglio possibile», ha detto a margine della riunione del consiglio di presidenza del Ppe.

«Un pugno nello stomaco degli ipocriti»
Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha definito «un pugno nello stomaco degli ipocriti» le 24 bare senza nome viste a Malta stamani in occasione della cerimonia funebre interreligiosa in ricordo dei profughi morti nel Canale di Sicilia. «E' un pugno nello stomaco di coloro che fin qui sono stati indifferenti - ha proseguito Alfano -, un graffio alle coscienze di chi è rimasto inerte e ha fatto finta di dormire mentre di fronte a noi scoppiava l'inferno». Alfano è intervenuto a margine della riunione del consiglio di presidenza del Ppe, in corso a Milano.

Italia pronta a reggere flusso migranti
Il ministro dell'Interno ha detto che «l'Italia sta reggendo da sola» l'urto del flusso di migranti in arrivo dalla Libia ed è «pronta a reggerlo» anche in futuro. Lo ha sottolineato a margine della riunione del consiglio di presidenza del Partito Popolare Europeo. Il responsabile del Viminale ha aggiunto che attualmente nei centri di accoglienza italiani sono presenti e sono stati accolti settantamila migranti tra richiedenti asilo e altri stati di protezione umanitaria più tredicimila minori non accompagnati. «Le nostre strutture stanno reggendo questa grandissima pressione, una situazione figlia di ciò che sta accadendo in Libia perché occorre ricordare che l'Italia ha fin qui pagato da sola il conto prima dell'azione militare della comunità internazionale e poi dell'inerzia della stessa comunità internazionale. L'Italia sta reggendo da sola questo urto ed è pronta a reggerlo», ha proseguito Alfano. Il responsabile del Viminale ha quindi aggiunto che chiederà a Regioni e Comuni, come già fatto «dal luglio scorso quando abbiamo realizzato un accordo», di collaborare per una «equa distribuzione sul territorio» degli immigrati.