23 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Emergenza sbarchi

Delrio accoglie i naufraghi a Catania

E' approdato alle 23,45 di ieri sera al poro di Catania la nave "Gregoretti" dalla Guardia Costiera con a bordo 27 dei 28 migranti sopravvissuti al naufragio di un barcone la notte tra sabato e domenica scorsa a 73 miglia dalle coste libiche. Il ministro delle Infrastrutture ha incontrato i sopravvissuti: «Continua la lotta ai trafficanti di morte»

CATANIA (askanews) - E' approdato alle 23,45 di ieri sera al poro di Catania la nave «Gregoretti» dalla Guardia Costiera con a bordo 27 dei 28 migranti sopravvissuti al naufragio di un barcone la notte tra sabato e domenica scorsa a 73 miglia dalle coste libiche.

L'incontro con i sopravissuti
Il 28esimo naufrago era stato condotto a Catania il giorno prima, invece, per essere ricoverato all'ospedale Cannizzaro. La nave è arrivata nel capoluogo etneo dopo essere salpata, intorno alle 15, da Malta dove aveva sbarcato le 24 salme recuperate dal mare nel corso delle operazioni di ricerca e soccorso che sono andate avanti tutto il giorno anche ieri. Ad attendere il mezzo della Guardia costiera, sul molo c'era anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il quale è salito a bordo della nave per incontrare i sopravvissuti, e complimentarsi l'equipaggio per il lavoro svolto. "Sono persone sfinite - ha detto il ministro rispondendo ai giornalisti sul molo -, senza forze, ma che hanno avuto il coraggio di un sorriso e di dire un grazie. Credo che questo grazie, tutta l'Europa lo debba dare a tutte le donne e gli uomini impegnati in queste operazioni di soccorso, anche in queste ore, di altre vittime di un traffico ignobile".

Lotta ai trafficanti di morte
Tra i 27 migranti sopravvissuti a quella che sembra essere la tragedia più grande dell'immigrazione, con un numero di vittime che oscilla trai 700 e i 950, c'erano anche due scafisti, il comandante tunisino del barcone e un suo assistente, che sono stati arrestati dagli uomini del Procuratore capo Giovanni Salvi. «La lotta ai trafficanti di morte continua - ha detto Delrio -. Lo stato italiano non darà tregua». 

Salvi: Triton meno efficace di Mare Nostrum
Sul molo c'era anche il Procuratore Salvi, che nel pomeriggio aveva osservato come «le modalità operative con le quali oggi la Marina Militare e le Marine di altre nazioni europee nell'ambito di Frontex e Triton si adoperano per salvare le vite dei migranti sono certamente per loro stessa natura, meno efficaci per le indagini di polizia giudiziaria, rispetto a Mare Nostrum che consentiva la presenza a bordo delle navi, di personale della polizia giudiziaria, con una immediata attivazione delle indagini, che ha consentito di individuare e catturare trafficanti». Per Salvi, «il dispositivo attuale, con navi mercantili non adeguatamente attrezzate per il salvataggio in mare, può determinare un non adeguato intervento di soccorso. Verificheremo quale sia stata la causa delll'affondamento. Ma il soccorso a mare è un'attiva estremamente difficile e di elevata professionalità».