20 settembre 2019
Aggiornato 13:30
La Lega nord su emergenza sbarchi

Calderoli: «Serve un blocco navale e campi nei Paesi d'origine»

Il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, commenta la tragedia del Mediterraneo e sollecita affinché si proceda con un blocco navale internazionale immediato davanti alla Libia «attugliamenti, respingimenti e la realizzazione di campi sulle coste africane», in modo da far partire solo chi ha diritto di richiedere lo status di rifugiato politico.

CALDEROLI (askanews) «Serve un blocco navale internazionale immediato davanti alla Libia, pattugliamenti, respingimenti e la realizzazione di campi sulle coste africane per consentire solo a coloro che hanno diritto di richiedere lo status di rifugiato politico di venire trasportati in Europa, suddivisi tra tutti i paesi in relazione a parametri prestabiliti»

Intervenire nei Paesi d'origine
E' questa la proposta avanzata dal leghista Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, a fronte del numero sempre più crescente delle vittime di naufragi e dei traffici di esseri umani denunciati dalla Dda di Palermo. Calderoli spiega: «Solo così, intervenendo nei paesi d'origine per creare le condizioni di stabilità e sviluppo affinché questa gente disperata non sia più incentivata ad andarsene, si potrà risolvere il problema ed impedire la mattanza in atto».

Le accuse al governo Renzi
«E il governo intanto cosa fa per fronteggiare questa emergenza che ha contribuito a creare?», chiede l'esponente della Lega Nord. E accusa: «Di fronte a un milione di clandestini pronti ad invadere l'Italia, altre centinaia di disperati naufragati anche oggi, a un business da 34 miliardi di dollari nelle mani dei terroristi dell'Isis e a un traffico immenso di esseri umani gestito da criminali senza scrupoli, il governo Renzi piange lacrime di coccodrillo e organizza riunioni senza giungere a nessuna conclusione». «Intanto le partenze e le conseguenti tragedie continuano a susseguirsi senza sosta e - conclude Calderoli - coloro che lucrano sull'accoglienza si fregano le mani pregustando lauti guadagni».