24 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Area Popolare sul Def

Sacconi: «Il Tesoretto sia investito per le imprese e il lavoro»

«Il bonus di 1,6 miliardi di euro va utilizzato per favorire la crescita. Bisogna quindi investirlo per dare competitività e produttività alle imprese». A dirlo è Raffaello Vignali, responsabile Sviluppo Economico per il Nuovo Centrodestra e capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in commissione Attività Produttive alla Camera.

Roma (askanews) - «Il bonus di 1,6 miliardi di euro va utilizzato per favorire la crescita. Bisogna quindi investirlo per dare competitività e produttività alle imprese». A dirlo è Raffaello Vignali, responsabile Sviluppo Economico per il Nuovo Centrodestra e capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in commissione Attività Produttive alla Camera. Alle sue parole fanno eco quelle di Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato.

Vignali: serve una dual income tax
Per Vignali «servirebbe una nuova dual income tax (dit) e un credito d'imposta per gli investimenti produttivi al sud. La dit è una sistema di tassazione delle imprese che prevede un'aliquota di imposta ridotta rispetto a quella ordinaria. In questo modo si introduce un premio fiscale forte a chi investe con capitali propri, e quindi promuove lo sviluppo del sistema economico. Al tempo stesso bisognerebbe rilanciare il mercato immobiliare, attraverso un incentivo alla permuta e l'introduzione del leasing immobiliare per le persone fisiche (in particolare i giovani). L'edilizia è la filiera industriale più lunga del Paese e i benefici sarebbero immediati", conclude l'esponente di Ap.

Sacconi: Bisogna puntare su crescita e lavoro
«Il governo è chiamato dal persistente rattrappimento dell'economia e della società italiana ad un percorso compatto di riforme e di riduzione del peso dello Stato. Solo la crescita e il lavoro potranno consentire maggiore inclusione sociale. Estraneo a ciò è il concetto stesso del "tesoretto" come fosse una sopravvenienza attiva mentre dovremo faticosamente evitare le maggiori tasse disposte dalle clausole, ripetere nel 2016 la detassazione del lavoro, condurre i comuni ad un minore prelievo sugli immobili. E insieme attuare le riforme del lavoro, del sistema tributario e della giustizia nonché completare la riforma draconiana delle pensioni. Mantenere percorsi di politica sociale come le forme di contrasto della povertà delegate in prossimità ai comuni. Tutto ciò è incompatibile con estemporanee erogazioni in disavanzo": ha dichiarato a sua volta in una nota il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi (Area popolare).