20 aprile 2021
Aggiornato 18:30
Il governatore del Veneto si oppone all'accordo Stato-Regioni

Zaia: i tagli alla sanità li faccia il Sud

Zaia non ci sta. Nessuno potrà convincere il governatore veneto nuovamente candidato a firmare un accordo che prevederebbe tagli alla sanità per 2,4 miliardi da effettuarsi in alcune Regioni. Fiore all'occhiello del Veneto, la sanità, assicura Zaia, non sarà toccata. Se non altro, non sotto la sua amministrazione. Così, un'altra promessa si aggiunge alla lista da presentare in campagna elettorale.

VENEZIA (askanews) - «La firma del Presidente della Regione del Veneto su un qualsiasi accordo tra Regioni e Stato per tagliare i fondi della sanità non ci sarà né oggi, né domani, né mai. Il Veneto è sulle barricate e ci resta. Nessun cittadino di una Regione con i conti sanitari in attivo come il Veneto deve perdere un solo euro». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, candidato alle Regionali 2015 Luca Zaia, confermando la posizione «graniticamente» contraria all'accordo per tagli alla sanità pari a 2,4 miliardi, da effettuare da parte delle Regioni, «addirittura entro il 2015».

TAGLI ALLA SANITÀ VENETA? NÈ ORA NÈ MAI «Né entro il 2015 né mai per quanto riguarda il Veneto - aggiunge Zaia -. Se vogliono realizzare risparmi applichino immediatamente in tutta Italia i costi standard grazie ai quali il Veneto riesce ancora a tenere i conti in attivo e per i quali il Governo ci ha formalmente indicato come Regione benchmark e salteranno fuori ben più di 2,4 miliardi, dei quali nemmeno un euro risulterà dovuto dalla sanità veneta».

ZAIA CONTRO UIL VENETO - D'altronde, sempre in tema sanità, Zaia si è detto «stupefatto nel dover constatare come il Segretario di un grande sindacato veneto dimostri tanta superficialità parlando della sanità della sua regione». Il commento al vetriolo riguarda le dichiarazioni polemiche rilasciate oggi dal Segretario Regionale della Uil Veneto Gerardo Colamarco, in particolare sul numero delle Ullss, sul nuovo Piano Sociosanitario, sull'accordo con i medici di medicina generale, e sull'operazione «ospedali aperti di notte»«Sono stupefatto - ha proseguito Zaia - che Colamarco non sappia che sono stato il primo a caldeggiare la riduzione del loro numero, ma che la condizione essenziale per raggiungere l'obiettivo è quella di costruire la casa dalle fondamenta, che in questo caso significa creare prima, con il nuovo Piano Sociosanitario e la riorganizzazione che su questa base si sta realizzando ogni giorno di più, le condizioni per snellire poi l'apparato burocratico».