18 luglio 2024
Aggiornato 03:30
Ma Fdi e Fi difendono il Giubileo voluto dal Pontefice

Per Rutelli il Papa ha sopravvalutato Roma

I capigruppo Davide Bordoni e Fabrizio Ghera al DiariodelWeb.it: «Da Bergoglio un annuncio troppo frettoloso? Macché. Se la città non è pronta, la colpa è solo del sindaco Marino»

ROMA«A Marino, datte da fa'». Francesco Rutelli si sarà anche tirato fuori dalla corsa a commissario straordinario del Giubileo. Ma questo non significa che l'ultimo sindaco di Roma trovatosi a gestire un Anno Santo non abbia dei consigli da dare al suo successore sulla poltrona del Campidoglio. E anche qualche bacchettata: «Roma ad oggi non è pronta a ricevere milioni di pellegrini – ha sostenuto a Radio Città Futura – In vista del Giubileo, fossi il sindaco, metterei tutti per quarantotto ore in uno stanzone a fare l'elenco dei problemi ed a cercare le soluzioni. La città deve darsi una regolata dal punto di vista logistico, organizzativo, della pulizia e del decoro. Impossibile pensare a opere pubbliche, ma si può evitare il cortocircuito tra le difficoltà che ci sono e l'arrivo di milioni di persone in un tempo prolungato».

BERGOGLIO FRETTOLOSO O MARINO LATITANTE? – La convocazione a sorpresa di un Giubileo straordinario da parte di Papa Francesco, insomma, non ha colto di sorpresa solo la comunità dei fedeli, ma anche l'amministrazione della città. Che si trova del tutto impreparata, come ammette lo stesso centrosinistra, ad allestire un evento di questa portata in appena otto mesi. Colpa di un annuncio troppo frettoloso da parte del Pontefice? O piuttosto, come sostiene l'opposizione, dell'evidente vuoto di governo della città? «Con chi si sarebbe dovuto consultare il Papa? Con nessuno, perché Roma non è governata da nessuno – ironizza Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d'Italia in Campidoglio, al DiariodelWeb.it – L'annuncio ha colto in contropiede tutti quanti, ma il Vaticano ha una sua autonomia. Ed è abituato annualmente ad ospitare eventi, incontri e raduni. La capacità di organizzarlo manca dalla parte comunale: Roma evidentemente non è ancora pronta per un evento così importante».

IL GIUBILEO SARÀ IL CONTRO-EXPO – Anche Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia, difende la decisione di Bergoglio: «In questo momento storico – commenta ai nostri microfoni – in cui è evidente l'importanza di riaffermare i valori cattolici e la necessità di misericordia nella vita di ognuno di noi, ha fatto benissimo Papa Francesco ad indire un Anno Santo straordinario. La storia non aspetta e lo sforzo di tutti dovrà essere quello di garantirne uno svolgimento ordinato e rispettoso della spiritualità ad esso sottesa». Ma i possibili vantaggi sul piatto non riguardano solo il lato religioso, bensì evidentemente anche quello turistico ed economico: «Roma, nonostante Marino e la sinistra, rimane la città più bella del mondo – prosegue Ghera – E il Giubileo può portare più turismo, più copertine, più attenzione mediatica. I riflettori erano tutti puntati su Milano con l'Expo: non che ci sia competizione, ma questo rimette al centro la nostra città. L'auspicio è in un forte afflusso di fedeli, perché le iniziative dureranno un anno intero e si possono scaglionare i flussi di visitatori. Gli esperti di turismo, poi, raccontano che paradossalmente l'ultima volta le visite furono ancora superiori l'anno successivo: questo dimostra che i potenziali effetti positivi non riguardano solo il periodo interessato. Anche se non si raggiungeranno mai le cifre del 2000, perché quello era un evento previsto da anni».

FI E FDI: «ECCO COSA DEVE FARE IL SINDACO» – Sulla lista delle cose da fare, centrodestra e centrosinistra concordano: «Le dichiarazioni anche degli esponenti di governo parlano di un'opera di manutenzione delle strade, dell'ambiente, del verde – sottolinea il numero uno di Fdi – che al momento è fuori controllo sia nelle periferie che nel centro storico. Non servono grandi opere, ma interventi mirati. Credo che non sappiano nemmeno che interventi servono: il malgoverno di Marino e le inchieste che hanno coinvolto il Comune hanno creato una situazione di impasse». «Molto importante è il tema della mobilità – aggiunge Bordoni – che dovrà essere affrontato in modo strutturato per reggere l'impatto dei milioni di pellegrini previsti a Roma. Sta all'amministrazione e in primis al sindaco utilizzare al meglio questa opportunità affinché non solo il centro, ma anche altre zone della città, possano in qualche misura avere benefici». Come? Coinvolgendo nell'organizzazione di questo grande evento tutte le forze sane della città: «Marino abbandoni la sua spocchia di autosufficienza che non serve né a lui né alla città – lo sprona Ghera – Nell'amministrazione c'è una maggioranza di brave persone che lavorano e hanno esperienza. Non deve chiudersi con la ristretta cerchia che gli è rimasta, come spesso fa partorendo provvedimenti strampalati poi bloccati dalla magistratura o dalle proteste popolari, ma impostare un ragionamento complessivo. Mettere insieme un tavolo tecnico che possa decidere velocemente, senza burocrazia o malaffare. Così non servirebbe nemmeno un commissario. Il sindaco si rimbocchi le maniche, trovi le persone più capaci e le metta a lavorare giorno e notte». Per dirla con Rutelli, appunto: «A Marino, datte da fa'».