17 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Il senatore M5s Airola denuncia le argomentazioni superficiali di Ncd e Fi

Divorzio breve, tra ritardi e futili opposizioni, oggi arriva in Aula

Finalmente arriva a Palazzo Madama il testo del disegno di legge sul divorzio breve, quello che accorcia a sei mesi l'iter per la separazione consensuale e ad un anno quello per la richiesta di divorzio. Il senatore M5s, Alberto Airola, punta il dito contro gli oppositori della legge: Giovanardi e Gasparri hanno utilizzato argomentazioni futili per giustificare le loro idee.

ROMA - «Avrebbero potuto argomentare con argomentazioni tecnico-giuridiche, invece hanno scelto la via della futilità». Alberto Airola, senatore del Movimento 5 Stelle, denuncia, in un'intervista rilasciata al DiariodelWeb.it, la scarsezza delle motivazioni addotte dagli esponenti di Forza Italia e Nuovo Centrodestra nell'opporsi alla legge sul divorzio breve.

ARGOMENTAZIONI SCIATTE E SUPERFICIALI - Per il senatore del Movimento 5 Stelle la sfera della libertà della persona è stato affrontato in Aula con una «certa superbia». L'opposizione arriva a dire che «seguirà un'onda di irresponsabilità» qualora la legge dovesse passare, posizione inaccettabile per Airola. «Ma chi è lo Stato per decidere quando e per quanto io debba amare? Fatte salve le parti deboli, le questioni patrimoniali, che mi deve dire lo Stato?». Il senatore si altera rispetto alle affermazioni di Carlo Giovanardi, senatore di NCD, che si riferisce al divorzio breve chiamandolo 'fidanzamento rafforzato'. «Facciamo una telefonata a Giovanardi, chiediamo a lui quando possiamo sposarci o divorziare?», continua Airola. «Se fossi nella Cei mi vergognerei di avere dei portavoce che mi rappresentino con un'argomentazione così sciatta, volgare spesso, così superficiale – spiega il senatore –. Cosa vuol dire divorzio spray?», continua Airola riferendosi alle parole del senatore forzista Maurizio Gasparri, che ha affermato «No al divorzio spray che nebulizza il matrimonio». «Addirittura Giovanardi – spiega Airola – aveva detto che 'ci si sposa la domenica e ci si lascia il lunedì', ma siamo tutti incapaci di intendere e di volere? Oppure avremmo la nostra libertà. Il fatto che il matrimonio non regga probabilmente non è solo una questione di avere il divorzio breve o no, ma una questione di problemi sociali, culturali, di una mobilità diversa. Il discorso è molto ampio. A me sembra che siamo regrediti rispetto agli anni Settanta».

IL TESSUTO SOCIALE SI SGRETOLA PER LEGGI SBAGLIATE - «Ho fatto un intervento in aula denunciando chiaramente che le argomentazioni portate dai colleghi erano inconsistenti, se non anche offensive». Come spiega il senatore pentastellato, secondo Giovanardi&Co., procedere alla approvazione di una legge del genere non farebbe che minare la società: «Se approviamo una forma di divorzio più accelerato si disgrega il tessuto familiare italiano – continua Airola –. Di fronte a queste affermazioni di tale gravità, si cerca di far notare che il tessuto sociale viene distrutto dalle scelte economiche e dalle politiche sociali: sono queste le scelte che vanno ad incidere», conclude il senatore.

FINALMENTE IN AULA - Arriva oggi in Aula in Senato, in attesa di essere approvata, il disegno di legge di riforma della separazione in forma semplificata, ormai da mesi nei cassetti del Senato. Verranno quindi accorciati i tempi di separazione tra moglie e marito, ma è necessario che entrambe le parti abbiano espresso di comune volontà l'intenzione di procedere allo scioglimento del matrimonio. Il ddl in questione era stato approvato nel maggio del 2014, ma da allora non si era mai arrivati alla calendarizzazione in Aula al Senato. L'opposizione di una parte reazionaria di maggioranza ha portato al ritardo dell'arrivo a Palazzo Madama del disegno di legge. Il testo, dopo mesi di stallo, dunque, si appresta al via libera del Senato, che, però, non sarà ancora quello definitivo. La riforma del divorzio breve, in seguito alle recenti modifiche apportate in Commissione, dovrà ottenere il via libera della Camera dei deputati.

COSA CAMBIA - A novembre è stato deciso che sarà possibile procedere al divorzio breve presentando un ricorso congiunto, anche se in assenza di legale separazione e in assenza di figli minorenni e sotto i 26 anni, ma non economicamente autosufficienti. Da ora sarà possibile andare avanti nell'iter di divorzio semplicemente andando in Comune dove verrà certificato il termine di validità del matrimonio. Con la normativa che – si spera – verrà varata, anche il divorzio stesso finirebbe per avere un percorso molto più breve. Quindi in sei mesi si arriveebbe alla separazione consensuale e appena un anno per la richiesta di divorzio (prima fissata a tre anni).