14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Per il senatore Ncd il dopo separazione per molti è un calvario

Giovanardi: Sposarsi la domenica e divorziare il lunedì? Ecco il regalo del PD

A DiariodelWeb.it il Senatore Carlo Giovanardi commenta la Legge sul «divorzio veloce» e contesta la facilità con cui l'istituzione del matrimonio verrebbe calpestata. Inoltre, secondo Giovanardi, non verrebbe gestita in modo idoneo la questione dei figli, cancellando di fatto le responsabilità che conseguono all'sitituto: «Si sta facendo una confusione incredibile».

ROMA - «Non si capisce più che cos'è il matrimonio». È fermo e incisivo il commento del senatore Carlo Giovanardi sulla Legge del 'divorzio veloce'. In un'intervista rilasciata a DiariodelWeb.it, il Senatore continua: «Lo stesso partito democratico è spaccato sulla questione. Si passerebbe dalla situazione attuale alla possibilità che uno si sposi la domenica e divorzi il lunedì. Non si capisce bene cosa rimarrebbe dell'istituto del matrimonio». Diversi quindi i problemi relativi alla legge, si giocherebbe sull'istituzione: «In commissione sono stati sollevati problemi seri relativi ai fenomeni del matrimonio con le badanti, ad esempio, che si sposano per ottenere la cittadinanza», e ancora: «Nel codice civile il fidanzamento rimarrebbe normativa, ma il matrimonio sarebbe meno che bere un bicchier d'acqua».

COME CALPESTARE IL MATRIMONIO - La relatrice della Legge sul 'divorzio veloce', Rosanna Filippin, del Pd, sostiene che l'approvazione della Legge sarebbe una svolta importante perché «le coppie avranno una molteplicità di forme per scegliere come e quando mettere fine al proprio matrimonio, decidendo in autonomia quando sposarsi e quando lasciarsi, senza che lo Stato ne vincoli la libertà». Per Giovanardi la questione è ben diversa: «La filosofia della sinistra è che la gente non si sposa più perché teme le difficoltà e le lungaggini della separazione. Come risolvere il problema? Riduciamo il matrimonio a qualcosa che puoi fare la domenica e finire il lunedì. Altro che società liquida». Quindi doveri, impegni, responsabilità non sarebbero più presi in considerazione. «I figli nati nel matrimonio o fuori hanno tutti gli stessi diritti, senza discriminazioni, – continua il Senatore – se non ci si vuole sposare, non ci si sposa. L'ordinamento non può dire che esiste un istituto della costituzione chiamato matrimonio secondo cui il matrimonio può durare anche 24 ore o sciogliersi senza passare nemmeno per il periodo di separazione»

LA CONFUSIONE DELLE LEGGI - In relazione a quanto il Governo sta facendo per la famiglia e per i figli, Giovanardi afferma che «si sta facendo una confusione incredibile. Ho chiesto in commissione come ci si debba orientare, perché abbiamo ancora in vigore contemporaneamente le vecchie norme sulle separazioni e divorzio, poi abbiamo introdotto con il cosiddetto 'divorzio facile' – che è già Legge – le due possibilità: uno di fare un accordo tramite gli avvocati che poi deve essere verificato dal Procuratore; quando non ci sono figli andare direttamente dal sindaco, che un mese dopo può sancire la separazione. A questo si aggiungerebbe il 'divorzio breve', perché è necessario che oggi passino tre anni si separazione prima del divorzio. Con il 'divorzio breve' verrebbero cancellati quegli anni».

L'IMPORTANZA DEI FIGLI - Giovanardi, rimarca, però , l'importanza imprescindibile del caso in cui nella coppia vi fossero figli: «Non andrebbe risolto il problema senza mediazione: in italia ci sono 800mila casi di coppie in cui il calvario è iniziato dopo il matrimonio». E ancora: «Prima di arrivare a questo non è meglio dire nella coppia se queste incompatibilità sono davvero insuperabili?». Si arriverà, secondo il Senatore Giovanardi, al punto in cui «chi apparterrà ad un certo alto potrà sposarsi cinque, sei, sette volte perché avrà la possibilità di mantenere tutte le famiglie; ma l'impiegato, l'operaio, la persona normale potrà affrontare massimo un divorzio. Perché è evidente che tre famiglie costino più di una. Questi argomenti vanno maneggiati con cura. Non basta dire che questi meccanismi vanno sistemati con l'amore: quando c'è l'amore bene, altrimenti salta in aria tutto». E dovere, responsabilità, sacrifici e impegno nei confronti dei figli? «È un elemento un po' labile per costruire una società».

AL VIA L'ERA DEL DIVORZIO FACILE - 16 euro: questo è il prezzo per porre fine a un matrimonio, oggi, in Italia. È iniziata l'era del divorzio facile e a un mese dal via libera alla legge sull'addio consensuale, le domande sono letteralmente moltiplicate. Oggi si è riusciti a portare la fine del matrimonio fuori dal tribunale, tagliando così di molto le lungaggini burocratiche della giustizia, tutte italiane. L'opportunità di separarsi senza passare per le aule del tribunale, ma attraverso la 'negoziazione assistita' alla presenza prima dell'avvocato e poi del primo cittadino, ha fatto sì che il 'divorzio facile' divenisse in brevissimo richiestissimo: alcuni Comuni già sono attrezzati e procedono alla pratica, mentre altri sono in via di preparazione. Solo 16 euro a coppia e in Italia è boom di divorzi. Tutte le regioni si attrezzano con la nascita di diversi uffici preposti allo 'scioglimento del matrimonio'. La domanda crescerà in modo esponenziale e a profetizzare la cosa sono i dati degli ultimi anni, che parlano di 50mila divorzi all'anno in Italia, nel 2013 90mila separazioni con ben l'84% finite consensualmente.

SNELLIRE LA BUROCRAZIA E SVILIRE L'ISTITUZIONE - Bisogna, però, tener presente che per accedere alla pratica in questione vi sono dei parametri cui è necessario attenersi. Si parla, infatti, di divorzio facile, non breve. E, sebbene, fuori dal tribunale la pratica sia notevolmente snellita, i tempi rimangono ancora quelli di un tempo: troppo lunghi. La Legge sul cosiddetto 'divorzio breve', infatti, è ancora in discussione al Senato, ma, una volta approvata, allora sì che la rivoluzione sarà giunta a compimento. Ad oggi l'iter che porta al divorzio è preceduto dal periodo minimo di tre anni di separazione: la Legge in cantiere prevede, invece, che quel tempo venga drasticamente contratto per arrivare ai sei mesi. Gli altri Paesi europei – comprese le cattolicissime Irlanda e Spagna – hanno abolito la separazione consentendo così un accesso immediato alla soluzione definitiva del divorzio: solo Italia, Polonia e Malta mantengono la vecchia formula.

DIVORZIO? UN GIOCO DA RAGAZZI - Come riportato da La Repubblica, il presidente dell'Associazione Matrimonialisti Italiani, l'avvocato Gian Ettore Gassani, ritiene che «aver portato fuori dai tribunali le separazioni e i divorzi abbassa il livello del conflitto e della rabbia. E considerando che oggi gli addii consensuali rappresentano oltre il 70 per cento di tutti i divorzi, sono convinto che negli uffici comunali arriveranno migliaia e migliaia di pratiche». È importante che si tenga conto, però, che per accedere al 'divorzio facile' bisogna che le coppie si lascino senza conflitti. Nel caso in cui vi fossero figli o patrimoni da dividere, si procede con la 'negoziazione assistita' dei due avvocati, cui segue il vaglio da parte della Procura. Se invece nella coppia non ci sono figli, la procedura è molto più semplice: «Per separarsi e poi divorziare oggi basta riempire un modulo» e il gioco è fatto.